La situazione delle carceri, in Italia, è abbastanza difficile con tante problematiche da affrontare con una riforma della giustizia che dovrà essere presa in considerazione dal governo Renzi il prima possibile. Uno dei problemi che dovrà essere risolto nel più breve tempo possibile è quello del sovraffollamento delle carceri e per questo motivo, le richieste di #amnistia e #indulto sono all'ordine del giorno. Inoltre sono stati comunicati dal Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (DAP) i dati aggiornati al numero dei detenuti al 30 settembre 2015: 52.294 persone, molte delle quali in attesa di giudizio.

Diverse misure hanno abbassato la popolazione carceraria negli ultimi mesi

In Italia ci sono 197 penitenziari e la capienza massima prevista è di 49.585 detenuti.

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Si registra, quindi, un sovraffollamento di circa 3.000 detenuti, nonostante dei piccoli miglioramenti avvenuti negli ultimi mesi grazie al Decreto svuota-carceri voluto dal Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, nel 2014 e alla Legge sulle pene alternative. Il provvedimento voluto dal Ministro dello scorso anno ha portato, in ogni caso, ad un beneficio oggettivo con circa 17.500 detenuti che hanno usufruito di questa normativa. Un altro dato rilevato grazie all'indagine effettuata ha messo in evidenza che i detenuti stranieri sono 17.251, soprattutto rumeni, albanesi e marocchini.

Continuano gli appelli a favore di un atto di clemenza come l'amnistia e l'indulto

Nel frattempo, dopo gli appelli pronunciati da Giorgio Napolitano durante il suo mandato in qualità di Presidente della Repubblica, e da Papa Francesco (il quale auspica un atto di clemenza come l'amnistia e l'indulto con l'approssimarsi dell'Anno Giubilare), continuano ad arrivare richieste a favore della popolazione carceraria.

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Al momento, sono ancora in discussione in Commissione Giustizia al Senato i Disegni di Legge che puntano ad un miglioramento delle condizioni di vita nelle carceri italiane. La stessa Commissione, nelle ultime ore, si è espressa a favore della nomina di Mauro Palma in qualità di Garante nazionale dei detenuti.