A Sabina Guzzanti la riforma della Camera del Senato proprio non piace. Il suo disgusto per il Ddl Boschi, appena approvato dalla Camera dei Deputati, è talmente forte da arrivare a pubblicare sulla sua fanpage di Facebook un clamoroso post, che inizia con questa provocazione: “Se mi assumete, se Berlusconi conta ancora qualcosa lì dentro, vengo a Mediaset a fare la campagna per il No”, riferendosi al referendum con cui si chiederà agli italiani di approvare o meno questa legge che riforma la Costituzione del paese.

Una strana alleanza

Una dichiarazione, quella della Guzzanti, a dir poco sorprendente, se si ricordano i trascorsi tra lei e l’ex cavaliere, che, per usare un eufemismo, non si sono mai trovati molto simpatici.

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L’attrice e regista, attraverso le sue performance televisive e i suoi film – l’imitazione dell’ex premier resta un suo cavallo di battaglia –, ha sempre criticato ferocemente la politica berlusconiana; d’altra parte il numero uno di Forza Italia non ha mai digerito le battute al veleno e le gravi insinuazioni con cui lei lo attaccava ogni volta che ne aveva l’occasione.

Ma ora, in nome della Costituzione tradita dalla spavalda coppia Renzi-Boschi, la Guzzanti sarebbe disposta a seppellire l’ascia di guerra e ad allearsi col suo peggior nemico pur di riuscire a fermare il ridimensionamento del #Senato. Infatti, anche Forza Italia in Parlamento si è opposta a questa legge, chiedendo invano l’apporto di alcune modifiche come l’elezione diretta dei senatori.

“Per quelli che vivono sulla luna: Berlusconi ha dato ordine di votare contro la riforma, ma i suoi se li erano tutti già comprati seguendo il suo insegnamento”, scrive ancora la Guzzanti nel suo post.

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E ancora una volta, con quel “seguendo il suo insegnamento” non risparmia di affondare un colpo al petto dell’uomo a cui sta chiedendo asilo politico per combattere una nuova e comune battaglia.

Che siano tutti maledetti

L’attrice poi prosegue il suo intervento definendo quella del Senato, come quella elettorale e della Rai, “una riforma di merda”. Tutt’e tre servirebbero al partito che vincerà le prossime elezioni per governare con una maggioranza spropositata alla Camera – esercitando un pieno controllo sulla tv di Stato –, mentre il Senato conterebbe poco o nulla, “formato prevalentemente dai ladri che di solito governano le nostre regioni”. Un’analisi durissima che intercetta anche i colpevoli di questa deriva della democrazia: “Siano maledetti i senatori venduti e che Grasso possa avere dalla vita tutto quello che si merita, tutto insieme”. E in conclusione Sabina Guzzanti celebra la vecchia carta costituente: “Viva la costituzione quella vera, scritta dai partigiani. Questa costituzione scritta da venduti e traditori non sarà mai la nostra”. #Silvio Berlusconi