‘Il parziale azzeramento della Giunta Crocetta ha il sapore dell’ulteriore braccio di ferro tra il presidente della regione e Matteo Renzi’. A dirlo è il capogruppo di Forza Italia all’Ars, Marco Falcone, che ritiene inopportuna la scelta di Rosario Crocetta di dire addio ai suoi assessori per attuare il suo quarto rimpasto di giunta. Sempre secondo Falcone il presidente della Regione sarebbe consigliato male da consiglieri ‘che avrebbero indicato a Crocetta la strada peggiore da seguire’.

Giunta azzerata, ma deleghe non ritirate

Rosario Crocetta ha annunciato l’azzeramento della giunta nella giornata di ieri. Il governatore siciliano ha detto di aver azzerato politicamente la sua giunta all’Ars, ma ancora non ha revocato le deleghe agli assessori per 'non compromettere – ha dichiarato- l’attività amministrativa'.

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Entro fine settimana il governatore annuncerà i nuovi nomi che andranno a comporre il nuovo esecutivo. Crocetta aveva già annunciato la sua decisione a Roma durante il confronto con i vertici del PD che gli hanno chiesto a gran voce un cambio di marcia, ma con questa scelta rompe ancor di più gli equilibri con l’ala renziana del Partito Democratico.

Chi non è con me lo dica apertamente

Con l’azzeramento della giunta il governatore vuole capire chi sta con lui e chi no: 'Chi vuole le elezioni – ha affermato – lo dica apertamente'. Il Presidente della Regione Sicilia ha così lanciato la sfida all’ala renziana del PD che vorrebbe le elezioni subito, ma resta una parte folta del Partito Democratico pronto a sostenerlo fino al completamento della legislatura. Quella in atto dà l’impressione di una crisi pilotata per dare un segnale al Partito Democratico, anche se non è escluso , nel rimpasto, l’inserimento di uomini del PD insieme all’’UDC e, sembra del  Nuovo Centro Destra. L’esperienza  della terza giunta diretta dal regista Crocetta giunge dunque al capolinea, una scelta che dovrebbe essere indolore per il governatore e per i suoi alleati, ma che comunque aprirà ampi e aspri dibattiti interni con previsioni di duri attacchi da parte dell’opposizione.

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