Sull'inquilino del Campidoglio continuano a moltiplicarsi i dubbi. I venti giorni entro i quali Marino può confermare (o ritirare) le sue dimissioni non sono ancora passati e di conseguenza l'unica certezza è che non ci sono certezze. Marino continua a ripetere di star prendendo il suo tempo - quello previsto dalla legge - e sottolinea di non aver ancora preso una decisione. Ormai è venuto meno il sostegno di molti, compreso quello di Matteo Orfini, uno dei pochi interlocutori dem che erano rimasti al sindaco dimissionario.

Un problema dopo l'altro

Come se i problemi sorti nelle ultime settimane non fossero abbastanza, nelle ore subito successive alla presentazione ufficiale delle dimissioni Marino avrebbe proceduto con due nomine: rispettivamente Giancarlo De Fazio e Maria Rita Curcio come dirigente del dipartimento 'Progetti di sviluppo e Finanziamenti europei' e dirigente dell'Unità organizzativa nel segretariato generale.

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Nomine 'ad personam' e 'fuori tempo massimo' che hanno fatto infuriare le opposizioni e in particolare Sveva Belvisio, di Altra Destra, che proprio oggi chiederà al sindaco dimissionario di ritirare il provvedimento.

Dure, le parole dell'opposizione come duri sono stati i commenti di Orfini all'eventuale ripensamento che potrebbe arrivare proprio da Marino, le cui dimissioni saranno effettive soltanto a partire dal prossimo 2 novembre. "Per noi non ci sono più i margini per andare avanti", avrebbe riferito ai consiglieri dem romani Orfini, escludendo di fatto ogni possibile ripensamento. Parole meno dure ma stesso concetto anche da parte dell'assessore Alfonso Sabella che, a Porta a Porta, ha parlato di assenza delle condizioni politiche adatte per continuare a governare la Capitale. 

"Mi sono dimesso per rispetto dell'autorità giudiziaria" ha commentato Marino in conferenza stampa.

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Mentre sempre dal Pd arriva la smentita dell'introduzione di un'eventuale norma anti-Marino, che bypassi le primarie nel percorso di decisione del nuovo candidato sindaco. Intanto di suoi sostenitori hanno deciso di tornare in piazza del Campidoglio domani, 25 ottobre, per mostrare al loro sindaco tutto il loro sostegno e "risanare la ferita inflitta l'8 ottobre alla democrazia e alla città di Roma", si legge sulla loro pagina Facebook. 

L'opinione di (alcuni) romani

I romani, che per mesi hanno criticato ogni mossa del loro primo cittadino, oggi sembrano aver fatto qualche passo indietro. Se in molti continuano a criticare l'operato di Marino, altri, pur non contenti degli ultimi anni di amministrazione, non si dicono entusiasti nemmeno dei nomi che si stanno facendo negli ultimi giorni, a partire da quello di Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia.

Nei bar di San Giovanni, a pochi passi dalla famosa piazza che ogni anno accoglie il concerto del 1° Maggio, gruppi di anziani si scambiano pareri e opinioni sul futuro della loro città.

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"Di 5 stelle non ne vogliamo nemmeno sentire parlare", dice Vittorio, pensionato nato e cresciuto nel quartiere. "Perché, preferiresti la Meloni?" ribatte l'amico. La verità, dicono scuotendo la testa, è che non sanno nemmeno loro quale potrebbe essere la scelta migliore per la loro città. "Siamo stanchi", dice una coppia seduta al bancone, intenta a gustarsi cornetto e cappuccino, "non ci piaceva Alemanno e non ci è piaciuto Marino". Alle urne? Potrebbero anche non andare più.  #Politica Roma