Entro un mese i Tornado italiani potrebbero essere pronti per bombardare l'#Isis in Iraq  di comune accordo con il comando americano andando oltre così il semplice ruolo di ricognizione e individuazione di obiettivi, che poi successivamente i caccia americani avrebbero colpito.  L'italia è già attiva all'interno della coalizione anti-ISIS a guida americana con 140 uomini, 4 tornado del sesto stormo di Ghedi, un aereo cisterna KC767 e droni predator senza armamento; inoltre va considerato anche l'aiuto in termini di armamenti forniti ai Peshmerga curdi, gli unici che hanno opposto e stanno opponendo una seria resistenza agli uomini del terrore.

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Mentre Germania e Gran Bretagna non hanno ancora deciso di effettuare bombardamenti, l'Italia sembra voler seguire la Francia; il premier Hollande ha comunicato i primi bombardamenti sui territori occupati dallo Stato Islamico il 27 settembre scorso, sulla via interventista

La marcia indietro del governo

Per due giorni la notizia ha dominato le prime pagine dei quotidiani, ma ora il #Governo rappresentato dal ministro della difesa Roberta Pinotti rallenta e parla di: "un'ipotesi da valutare ma nessuna decisione senza il coinvolgimento del Parlamento", mentre dal premier Renzi sul tema c'è un insolito silenzio, nessun tweet o dichiarazione nonostante il clamore. E' probabile che il Presidente del Consiglio e il suo governo, già molto indaffarati sulla riforma del Senato e la legge di stabilità, non vogliano mettere altra carne sul fuoco in un parlamento già bollente.

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La visita del segretario alla difesa statunitense Ashton Carter a Sigonella e poi a Roma dal Presidente della Repubblica non è stata certo una visita di cortesia. C'è anche da considerare come una guerra lunga e faticosa come quella in Siria potrebbe togliere altre preziose risorse in un momento non proprio florido per il paese solo da poco in fase di ripresa.  

Le pressioni americane e le ambizioni nascoste di Renzi

L'intervento russo in Siria ha cambiato tutto. Lo sa Obama e lo sa Renzi. L'Iraq ha auspicato l'intervento di Mosca anche nel suo territorio, e questo la coalizione occidentale unita ai paesi del golfo non possono permettere che accada, quindi per Washington serve uno sforzo in più da parte dell'Europa per contrastare Putin e l'Italia paese chiave del Mediterraneo non può essere esclusa. Ma se da una parte il governo del premier Renzi teme le ripercussioni negative sul paese, dall'altra è attratto da uno scenario internazionale mutato rispetto ai tempi di Berlusconi in cui poter dare all'Italia, da troppo tempo assente, uno spazio centrale sullo scacchiere internazionale. Ma nel pantano della guerra civile in Siria e Iraq bisogna andare davvero con molta cautela perché basta poco per finire nelle sabbie mobili di un conflitto logorante e interminabile le cui bombe finirebbero per aumentare il flusso di disperati diretti anche verso i nostri territori. #Matteo Renzi