In Sicilia è sempre alta la guardia sulla possibile realizzazione di sei inceneritori che dovrebbero nascere in diverse province dell’Isola. L’allarme è stato lanciato qualche settimana fa da Giampiero Trizzino, presidente della commissione Ambiente all’Ars (Assemblea Regionale Siciliana) il quale ha poi annunciato che il suo partito, il Movimento 5 Stelle, sta organizzando battaglie dentro e fuori dall’aula per opporsi all’iniziativa del governo regionale.

Dal giorno dell’allarme lanciato da Trizzino sembra esser calato il silenzio su un tema così delicato e importante per le sorti della Sicilia, per questo, sull’argomento in questione, abbiamo chiesto maggiori dettagli alla deputata dei 5 Stelle Marialucia Lorefice.

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Ragusana, di Ispica, Lorefice ha molto a cuore il tema rifiuti in Sicilia e nelle risposte non lascia spazio a mezzi termini:

‘La scelta del presidente della Regione – afferma Marialucia Lorefice-  rientra nell'ambito delle direttive del governo nazionale che, col decreto sblocca Italia, ha previsto per la Sicilia la realizzazione di due inceneritori, definiti, col solito gioco di parole "opere d'interesse strategico nazionale". Ma Crocetta – continua ancora la deputata nazionale -  ha fatto di più, avrebbe previsto la realizzazione non di due, ma di ben sei inceneritori, usando come giustificazione il fatto che nella nostra isola la raccolta differenziata presenta livelli molto bassi. Probabilmente, il nostro Presidente non conosce la Strategia Rifiuti Zero e i vantaggi del riciclo.

Non c’è la volontà di cambiare

La deputata diventa poi ancora più schietta e diretta quando le viene chiesta la sua personalissima opinione in merito al piano per la realizzazione degli inceneritori: ‘Credo che i governi, sia nazionale che regionale – afferma - non vogliano fornire soluzioni valide in materia di smaltimento rifiuti.

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Tutti sappiamo che i rifiuti, se differenziati e trattati adeguatamente, possono diventare una risorsa, anche dal punto di vista economico. Le azioni, invece, che stanno mettendo in atto sono sintomo di un modo di concepirli in modo anacronistico, un modo per favorire quegli imprenditori che sui rifiuti si sono creati la loro fortuna. Impianti come gli inceneritori inquinano e avvelenano l'ambiente e a pagarne il conto saranno i cittadini. Non servono scelte politiche coraggiose, basterebbe semplicemente osservare cosa accade in altri Paesi europei, e prenderli come esempio’. 

Premiare i comuni virtuosi

‘I colleghi portavoce all'Ars – ha dichiarato ancora Marialucia Lorefice-  hanno preparato delle proposte, per la precisione due disegni di legge a prima firma Giampiero Trizzino, presidente della commissione Ambiente. Il primo disincentiva il conferimento dei rifiuti in discarica e premia i Comuni virtuosi che raggiungono più alti livelli di raccolta differenziata. Il secondo prevede il divieto assoluto di incenerimento su tutto il territorio regionale e introduce meccanismi che spingono verso il recupero dei materiali, come le procedure semplificate per la costruzione delle piattaforme di raccolta e trasformazione, i centri di riuso, le eco-banche obbligatorie presso i grandi supermercati e le banche alimentari per il recupero degli alimenti.

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Se non dovessero bastare, studieremo altri interventi anche nei territori, non possiamo permettere che la nostra terra venga svenduta ancora una volta’.

‘Che il sistema non funzioni fa comodo a qualcuno’

Ma perché in Sicilia quello dei rifiuti è un problema da vivere sempre in costante emergenza?

A questa domanda la deputata alla camera dei 5 Stelle risponde in maniera molto esplicita: ‘in Sicilia c'è un sistema basato sulla continua emergenza, lontano da quelli ben più moderni e sviluppati altrove. Altrove si differenzia, da noi ci sono discariche, molto spesso private e non sempre a norma. Il sistema "non deve" funzionare, fa comodo a qualcuno per tanti motivi, anche per consensi elettorali, per esempio'. #Beppe Grillo #Palermo #Cronaca Catania