Alcuni giorni fa abbiamo definito il prossimo congresso di Radicali Italiani come una resa dei conti. L’ultima riunione del comitato nazionale lo ha confermato: Riccardo Magi, presidente di Radicali Italiani e consigliere comunale a Roma, ha ufficializzato la sua candidatura a segretario, aprendo i giochi di un congresso che metterà di fronte più visioni. Ad oggi sono tre le anime che a fine mese popoleranno il 14 esimo congresso: quella che si riconosce nella lettera di convocazione dal respiro transnazionale di Rita Bernardini; quella che sosterrà Magi per un’apertura a più tematiche e al territorio, con un imprecisato numero di radicali non allineati che guardano con interesse alla candidatura di Mattia Da Re.

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Requisitoria e transizione

Queste le parole d’ordine di chi sosterrà la linea portata avanti da due anni da Rita Bernardini: oltre alle battaglie per carceri, amnistia, giustizia e droghe, cavalli di battaglia, risalto sarà dato alla “requisitoria” che pone in stato d’accusa l’Italia. Questo dinanzi alle giurisdizioni nazionali ed internazionali in virtù delle costanti violazioni che il regime ha perpetrato verso la sua stessa legalità. Azioni già messe in campo negli ultimi anni ma che viaggeranno parallelamente alla battaglia per il riconoscimento del diritto umano alla conoscenza, per la transizione dalla ragion di stato allo stato di diritto, da codificare all’Onu. Questi i punti forti di un movimento che, nei piani di chi sosterrà tale linea, affiancherebbe l’azione di Marco Pannella e del Partito Radicale (di cui Radicali Italiani è costituente) incapace di onorare il suo statuto convocando il congresso e consegnando nuovi dirigenti a una struttura impalpabile.

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Iniziative popolari e militanza

 Iniziative popolari su base locale e non, leggi d’iniziativa popolare e referendum per una sterzata liberale in tutte le sue declinazioni in un paese sempre più arroccato. Iniziative di carattere ambientale, urbanistico, di equità fiscale (o nelle tariffazioni come nelle assicurazioni RcAuto) senza disdegnare sortite elettorali. Il tutto mentre monta il fronte di chi si mobiliterà nelle grandi città per riportare sotto controllo popolare l’elezione dei rappresentanti istituzionali. Nelle città metropolitane, infatti, le elezioni dei consiglieri metropolitani sono di secondo livello e chi vive nell’hinterland sarà privato del diritto di voto che sarà in capo a pochi delegati. Non un caso che i sostenitori di Riccardo Magi individuino nelle città e nelle metropoli i veri centri di potere, ovvero agglomerati urbani che, da Roma a Parigi, da Berlino a Londra, si rapportino tra loro in un contesto di nuova interlocuzione non più fra paesi (o almeno non solo) ma fra città.

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Un programma gradito ad associazioni territoriali e militanti che non vedono l’ora di tornare in strada. Al momento, Magi appare favorito e non manca chi lo considera già segretario in pectore.

L’uscita dalla ‘galassia’ e il liquid feedback

Uscire provvisoriamente dall’egida del Partito Radicale fino a quando quest’ultimo non tornerà nella legalità statutaria. Una proposta shock quella di Mattia Da Re, candidato indipendente alla segreteria di Radicali Italiani, accompagnata dall’apertura di una sorta di congresso permanente, sul web, con la possibilità di scambiare proposte e iniziative politiche mettendo in rete le esperienze di militanti e associazioni. Questi solo alcuni punti caratterizzanti i fronti destinati a dare vita al più bel congresso radicale degli ultimi anni. #Governo #amnistia #indulto