La #Lega Nord non ci sta, questo è quello che trapela dalle parole di Roberto Simonetti, capogruppo del Carroccio nella Commissione Lavoro della Camera dei deputati. Ciò è senza dubbio riferito alle parole del Presidente del consiglio Matteo Renzi, riguardo ad una possibile proroga dell cosiddetta "Opzione Donna", da inserire nella legge di stabilità entro fine anno. L'opzione donna era stata introdotta dal Governo Berlusconi nel 2004 attraverso la "Riforma Maroni" in via sperimentale fino al 31 dicembre 2015. Questa opzione permette alle donne di almeno 57 anni di età, e con almeno 35 anni di contributi, di accedere alla pensione con il calcolo completamente contributivo.

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Simonetti aggiunge: "Sono anni che combattiamo per una corretta e giusta interpretazione della legge, prima una circolare Inps aveva negato l'accesso all'opzione a tutte le donne che pur avendo i requisiti per il 31 dicembre 2015, grazie alla finestra di uscita avrebbero potuto sfruttarla nel 2016; ora il Governo a causa dell'aspettativa di vita crescente decide di escludere le donne nate nell'ultimo trimestre dell'anno, negando loro un diritto espressamente consentito dalla legge sperimentale. Presenteremo sicuramente degli emendamenti per eliminare questa ingiustizia."

Le altre discussioni in Commissione Lavoro

Le altre novità che potrebbero venire fuori con l'approvazione della legge di stabilità sono importanti e riguardano la cancellazione della tassa sulla prima casa, misura già adottata da Berlusconi e successivamente reintrodotta dal Governo "lacrime e sangue" del professor Monti.

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Un'altra novità potrebbe essere l'innalzamento del limite del pagamento in contanti, che dovrebbe salire dagli attuali 1000 euro a 3000 euro. Novità assoluta, invece, è introdurre una forma sperimentale di flessibilità nella previdenza, garantendo un sostentamento anche a chi dovesse rimanere escluso dalle sette salvaguardie. L'ultima novità potrebbe riguardare, invece, l'estensione dei vantaggi legati ai contratti a tutele crescenti per i prossimi 3 anni. #Pensioni #Matteo Salvini