Tra le accese polemiche dei sindacati il governo Renzi sta continuando a lavorare sulla tanto attesa Riforma delle #Pensioni che potrebbe, a causa della mancanza di coperture finanziarie, slittare nella Legge di Stabilità 2016 e rivelarsi un bluff con un nulla di fatto; tuttavia sul tavolo tra le ipotesi della flessibilità di uscita dei ministri Padoan e Poletti e di Tito Boeri dell’#Inps, c’è il prepensionamento anticipato anche per tutti i lavoratori licenziati, il prestito previdenziale e l’Opzione Donna.

Opzione Donna: i chiarimenti dell’INPS

Tuttavia tra le varie ipotesi del #Governo e le polemiche delle parti sociali, l’accordo per la soluzione definitiva della riforma Fornero non è stato ancora trovato, intanto in una nota l’Inps ha chiarito in merito all’Opzione Donna, che tutte le donne che hanno maturato i requisiti di legge per la pensione anticipata, ossia le lavoratrici dipendenti di 57 anni, e le autonome di 58 anni, con 35 anni di contributi, potranno usufruire dell’opzione anche dopo il 31 dicembre 2015.

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Prestito Previdenziale

Nel frattempo il governo Renzi e l’Inps stanno discutendo l’ipotesi di introdurre una maggiore flessibilità di uscita con un prestito pensionistico per il lavoratore dipendente a carico dell’Aziende, questa soluzione avrebbe costi bassi e residuali per lo Stato, ma costi alti per le aziende e per il lavoratore che una volta raggiunti i requisiti di legge per la pensione, dovrà restituire tramite l’Inps il prestito ricevuto dall’impresa. Secondo quanto ha reso nota l’Ansa a carico dello Stato resterebbe l’ipotesi dell’introduzione della pensione anticipata con penalizzazioni per chi è stato licenziato nel 2012-2015, ossia per gli esodati, e il governo sta discutendo della proroga per il 2016 dell’Opzione Donna, che consente il prepensionamento con 3 anni di anticipo con il calcolo dell’equità attuariale e non solo con il ricalcolo contributivo, e con penalizzazioni di circa 3,5% ogni anno.

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Tagli alle pensioni d’oro

Nel frattempo il Corriere della Sera ha reso noto che il terzo governo Renzi e l’Inps stanno anche valutando e discutendo l’ipotesi del taglio fino al 50% delle pensioni d’oro degli ex onorevoli regionali e parlamentari superiori ai 63.700, e di introdurre l’applicazione del calcolo attuariale sui vitalizi della casta, per ridimensionare il divario che c’è tra il retributivo e il nuovo sistema contributivo, e per risparmiare circa 100 mila euro all’anno. Se volete rimanere aggiornati sulle notizie di politica e la riforma delle pensioni v’invitiamo a cliccare su “Segui” sotto il titolo dell’articolo.