La Legge di Stabilità è stata presentata il 15 ottobre 2015, ma sarà approvata solo a fine anno: i temi più importanti presenti in essa sono quelli pensionistici. L'Opzione Donna, la flessibilità, realizzata solo per metà, l'estensione della no tax area e gli esodati: sono questi i tempi maggiormente sentiti dalla nostra società ed anche dal #Governo Renzi. Volontà del Premier è quella di dare agli italiani una garanzia di ripresa e per attuare ciò ha anche garantito incentivi contributivi agli imprenditori che assumono. La garanzia di creare nuovi posti di lavoro dà la possibilità di potere contare su una spinta di crescita economica necessaria al nostro Paese per uscire dalla crisi.

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Legge di Stabilità: part time over 63 e Opzione Donna

Molti sono i punti toccati da questa Legge di Stabilità, primo fra tutti il part time incentivato: questa forma di tutela è garantita a chi ha 63 anni e 7 mesi d'età anagrafica. Per ottenerlo è necessario trovare un accordo con il proprio datore di lavoro: l'orario di lavoro viene ridotto del 50% ed in busta paga il lavoratore percepirà lo stesso importo che il datore di lavoro avrebbe versato all'Inps, se il dipendente fosse stato assunto a tempo pieno. Il dipendente dovrebbe percepire il 65% dell'importo dell'ultima busta paga. Per gli over 63 non c'è la possibilità di accedere alla pensione anticipata, ma gli ultimi tre anni di lavoro possono essere svolti part time con le modalità sopra indicate. Il ministro Poletti l'ha definita una fase sperimentale: questa mini flessibilità viene vista come forma sostenibile, equa e costerà al governo 250 milioni di euro per una durata totale di tre anni.

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Tema importante, che non poteva mancare, è l'Opzione Donna: questa norma garantisce il ritiro anticipato dal mondo del lavoro a tutte le lavoratrici, ma a determinate condizioni. Possono accedervi le dipendenti che possono vantare almeno 57 anni e 3 mesi d'età anagrafica (58 per le autonome), con 35 anni di contributi versati, a patto che tale requisito sia stato maturato entro il 2015. L'assegno pensionistico viene calcolato interamente con il metodo contributivo, quindi è possibile una penalizzazione dell'importo totale.

Riforma pensioni: estensione no tax area ed esodati

Estensione della no tax area: questa norma rende possibile aumentare l'importo entro il quale i pensionati non devono versare l'Irpef. Per i pensionati con più di 75 anni d'età la soglia minima aumenta dai 7.750 euro, in vigore, ad 8 mila euro. Per i pensionati con meno di 75 anni, si passa dai 7.500 euro attuali ai 7.750 euro. È bene precisare che questa misura entrerà in vigore con l'anno 2017. Chi sperava in un realizzo di quest'aiuto economico entro il 2016, dovrà attendere ancora un anno: l'unica possibilità per attuarla entro pochi mesi è lo sblocco della clausola dei migranti da parte della Ue, ma non ci sono certezze.

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Esodati, un tema così delicato non poteva essere trascurato: questa è la settima ed ultima salvaguardia, la sua utilità di dimostrerà su 32 mila persone circa rimaste senza reddito ed il suo costo si aggira intorno al miliardo e duecento mila euro. Secondo le ultime indiscrezioni, il numero preciso di persone alle quali il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, garantirebbe copertura economica con questa salvaguardia, è di ben 26.300 esodati, ai quali ne vanno aggiunti altri 5 mila che derivano da interventi precedenti che però non hanno copertura finanziaria.