Il governo Renzi ha deciso, nella riforma la 'Buona #Scuola', di introdurre un bonus di 500 euro per gli insegnanti attraverso una sorta di carta di credito. Una grande novità che sarà introdotta nel mondo della scuola, a partire da quest'anno scolastico. Subito dopo questa decisione, si è discusso su chi ha diritto a questo contributo e come potrà essere spesa questa somma. Vediamo, nel dettaglio, di cosa si tratta.

Chi potrà usufruire del bonus di 500 euro?

Gli insegnanti, subito dopo questa innovazione, vogliono capire chi potrà usufruire di questa card. La prima cosa da dire è che potranno ottenere questa somma di denaro solamente gli insegnanti con un contratto a tempo indeterminato, sia a tempo pieno che part-time.

Pubblicità
Pubblicità

Questo bonus prende in considerazione la Legge 107, relativo alla formazione dei docenti italiani. Il decreto che istituisce l'utilizzo della carta, con un importo prepagato, appunto, di 500 euro, è stato firmato sia dal premier Renzi che dal ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini. Inoltre, potranno usufruire di questa agevolazione tutti i docenti assunti quest'anno e tutti quelli che entreranno nel mondo della scuola entro il 30 novembre 2015, compresi i maestri della scuola dell'infanzia.

Come si potranno spendere le 500 euro destinate alla card precaricata?

Il tutto si concretizzerà, però, nel 2016, quando circa 700.000 insegnanti avranno a disposizione il bonus attraverso una carta di credito elettronica, per un valore economico totale di 381 milioni di euro. In realtà, non si tratta di un aumento stipendiale ma di una somma di denaro versata separatamente già alla fine del mese di ottobre o, comunque, non oltre il 31 dicembre 2015, per tutti i neo assunti.

Pubblicità

Come potranno essere spesi questi soldi? Con i 500 euro a disposizione, i docenti potranno acquistare libri di testo, supporti hardware o software, oppure prendere parte a rappresentazioni teatrali. Naturalmente, queste spese dovranno essere rendicontate tramite scontrini o ricevute fiscali fino al 31 agosto 2016. Se questo non avverrà, gli importi non documentati saranno detratti dal bonus di 500 euro dell'anno scolastico successivo a quello di riferimento.