In aula a Palazzo Madama è ripresa stamane la seduta sul disegno di legge per le riforme costituzionali predisposto dal ministro Maria Elena Boschi. All'ordine del giorno la prosecuzione del voto sugli emendamenti al testo, tra i quali anche quello del Pd sulle regole per la concessione di misure straordinarie di clemenza ad efficacia retroattiva con leggi di #indulto e #amnistia.

Riforme, al Senato riprende il voto sul ddl Boschi

Secondo la formulazione originaria del ddl Boschi i provvedimenti di clemenza dovrebbero diventare di competenza esclusiva della Camera dei Deputati, ma un emendamento del Partito democratico, tra quelli che riguardano l'intesa raggiunta nei giorni scorsi per superare l'impasse in aula sulle riforme, punta a lasciare di competenza bicamerale il potere di legiferare su indulto e amnistia, tornati recentemente d'attualità, non solo in Italia, dopo le parole scritte da Papa Francesco in una lettera per il Giubileo Straordinario della Misericordia.

Pubblicità
Pubblicità

I quattro disegni di legge per l'amnistia e l'indulto, intanto, anche per la prossima settimana parlamentare, rimangono nell'agenda dei lavori della commissione Giustizia del #Senato presieduta da Francesco Nitto Palma.

Il premier Renzi: Verdini non è il mostro di Lochness

Tornando al ddl sulle riforme costituzionali al vaglio di Palazzo Madama, si dice oggi ottimista dell'intesa raggiunta il presidente del Consiglio, "Nel momento in cui abbiamo deciso di velocizzare l'iter parlamentare - ha detto Matteo Renzi - abbiamo chiuso un accordo interno. Da due mesi - ha aggiunto - dico che i numeri ci sarebbero stati". Su l'ex forzista e berlusconiano Denis Verdini, che ha creato un gruppo parlamentare in "soccorso" della maggioranza per le riforme, ormai diventato "una sorta di mostro di Lochness nostrano", il premier ha spiegato che "Verdini e i suoi non fanno parte della maggioranza di governo, votano le riforme - ha detto il premier - non la fiducia".

Pubblicità

Sull'ipotesi di un nuovo accordo per modificare insieme alle riforme costituzionali anche la nuova legge elettorale Italicum il premier e leader del Pd ha detto: "Mi sembra assurdo e fuori tempo. A me, peraltro, la legge piace così com'è".

Speranza: il premier non amoreggi con certi personaggi

Ma anche Area popolare (Ncd-Udc) chiede modifiche alla legge elettorale nata dal Patto del Nazareno, poi naufragato, tra Renzi e Berlusconi. "Le riforme - ha detto Gaetano Quagliariello annunciando in aula al Senato il voto favorevole di Ncd -non si chiudono oggi, ma vanno avanti. Stiamo cambiando il bicameralismo - ha aggiunto il parlamentare di Ncd - non stiamo facendo un bicameralismo diminuito". Ma anche il Nuovo centrodestra di Angelino Alfano reclama qualche modifica al ddl Boschi. "Serve una ulteriore riflessione - ha detto Quaglierello - sui contrappesi e una ulteriore riflessione serve - ha sottolineato il senatore - sulla legge elettorale". Sul rapporto con Verdini e il gruppo di Alleanza Liberalpopolare-Autonomie la pensa diversamente la minoranza del Pd.

Pubblicità

"Barani, Verdini e & c - ha scritto in un post su Facebook Roberto Speranza - meglio perderli che trovarli. Renzi ha detto che vuole unire il Pd. Bene, la prima cosa da fare - ha sottolineato l'ex capogruppo del Pd alla Camera - è smetterla di amoreggiare con certi personaggi".