Il ddl Boschi per la riforma della Costituzione, che prevede tra l'altro novità importanti in materia di potestà legislativa su #amnistia e #indulto - tornati d'attualità dopo l'appello di Papa Francesco per il Giubileo Straordinario della Misericordia - "scalda i motori" per cominciare il suo percorso alla Camera dopo il via libera del Senato. La discussione generale prenderà il via il 20 novembre prossimo, il dibattito politico prosegue senza sosta

Riforme, Boschi: superare il bicameralismo perfetto, nuovo procedimento legislativo

"Superare il bicameralismo perfetto - ha detto oggi il ministro per le Riforme e i Rapporti con il Parlamento - significa mettersi in discussione e creare - ha sottolineato - un nuovo procedimento legislativo".

Pubblicità
Pubblicità

Diverse le novità introdotte: dal ridimensionamento del Senato con la presidenza scesa a terza carica dello Stato, alla potestà legislativa su alcune materia che resta di competenza esclusiva della Camera dei Deputati e non del Senato, come per esempio sulle leggi straordinarie di clemenza per la concessione di indulto e amnistia. Il superamento del bicameralismo perfetto "sicuramente non è facile - ha detto Maria Elena Boschi (Pd) - e forse dal punto di vista giuridico - ha sottolineato il ministro parlando al congresso dell'Anm a Bari - è la sfida più difficile di questa riforma costituzionale".

Ddl Boschi a Montecitorio, novità anche sulla potestà legislativa per indulto e amnistia

La Boschi si è soffermata sull'efficacia legislativa dal nuovo Parlamento "disegnato" dal ddl riforme. "C'è una novità importante - ha evidenziato - per quanto riguarda l'efficacia dell'azione legislativa: il provvedimento con il voto a data certa.

Pubblicità

Per i provvedimenti più importanti - ha spiegato il ministro - il #Governo, su propri ddl o ddl di iniziativa parlamentare, potrà chiedere che il Parlamento - ha proseguito la Boschi sottolineando alcune delle novità - decida se pronunciarsi o meno entro 70 giorni". Applausi dai magistrati riuniti a Bari. "I magistrati sono i primi che vogliono le riforme", ha detto il vice segretario generale dell'Anm, Ilaria Sasso del Verme. Naturalmente al centro del dibattito anche le questioni legate alla riforma della giustizia. "E' indubitabile - ha aggiunto vice segretario dell'Associazione nazionale magistrati - che le disfunzioni del sistema giustizia si traducono in una perdita di fiducia nella giurisdizione e nell'alta funzione - ha sottolineato Ilaria Sasso del Verme - che la magistratura è chiamata a svolgere".