Dimissioni sì, dimissioni no. Da poco svelata la fine delle dimissioni del sindaco di Roma, Ignazio Marino, che aveva tempo fino al 2 novembre per decidere di restare in Campidoglio. Resterà come sindaco di #Roma o alla fine accetterà le pressioni e andrà via? Visti gli ultimi aggiornamenti, sembra che le dimissioni siano state ritirate proprio poco fa. Marino ha incontrato ieri il commissario dei dem a Roma, Matteo Orfini e, anche se la discussione è stata cordiale, una soluzione alla crisi di governo romana ancora non c’è.

Il caso

Cosa sta succedendo e perché? Per Andrea Camaiora, spin doctor esperto in comunicazione di crisi e litigation pr, ascoltato in questa mattina, Marino ci stava veramente ripensando a lasciare la guida di Roma perché è indiscutibilmente un uomo attaccato alla poltrona.

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In un’intervista con Blasting News Camaiora ha spiegato che “nei confronti di situazioni imbarazzanti nelle quali si erano trovati altri protagonisti delle istituzioni, Marino non ha mai avuto dubbi sull’invocare dimissioni, chiedere passi indietro e scuse. Chiunque, dopo le figuracce amministrative e la deplorevole vicenda degli scontrini avrebbe rassegnato le dimissioni, lui ostenta indifferenza di fronte a tutto ciò”. 

Le conseguenze

Quali saranno le conseguenze di questa situazione? Marino sta cercando di passare come martire. Secondo Camaiora ha intenzione di presentarsi alle prossime elezioni, di candidarsi alle primarie per vincerle ma – se dovesse perderle o dovesse essere escluso dalla competizione interna – si presenterà comunque candidato sindaco, alla guida di una coalizione che metta insieme esponenti civici e sinistra radicale.

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L’immagine del Pd

Lo show delle dimissioni di Marino ha fortemente danneggiato l’immagine del Partito Democratico. “Le compromissioni degli esponenti di sinistra o del mondo cooperativo rosso in Mafia Capitale e il malgoverno di Roma hanno fatto grandi danni al #Pd – ha spiegato Camaiora -. Ora però, paradossalmente – la divaricazione tra la posizione di Marino e quella dei Dem offre a questi ultimi l’opportunità di rientrare in partita, magari candidando un homo novus.

Lo stato della città

Roma – e non solo per colpa di Marino – è alla mercé di ogni ‘accidente’. Tra pochi giorni inizieranno le forti piogge e Roma è impreparata, come è totalmente non in grado di reggere fenomeni atmosferici violenti combinati con le affluenze di pellegrini per il Giubileo. Camaiora sostiene che la scelta della giunta Marino di far ruotare tutti i dirigenti comunali come misura anticorruzione dopo Mafia Capitale ha ulteriormente contribuito alla paralisi amministrativa della città. Sul centro destra e il Movimento 5 Stelle, secondo lo spin doctor “il centro destra è competitivo solo se non c’è concorrenza tra Alfio Marchini ed esponenti come Giorgia Meloni o Antonio Tajani.

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Se, insomma, c’è una proposta politica unitaria, meglio se con un candidato extra politico come Marchini”. I Cinque Stelle, invece, sono i veri favoriti. “Da anni si dice che la politica faccia schifo - ha concluso Camaiora -. Ora anche Marino ha fallito nel peggiore dei modi. Loro possono raccogliere l’indignazione. Il problema è cosa faranno dopo”. #M5S