Matteo Renzi vuole tagliare le pensioni dei politici di ben il 50% del loro importo totale: non è ancora chiaro quando questa scelta dovrebbe essere messa in pratica, ma l'Inps sta già facendo i calcoli. L'obiettivo è quello di introdurre un sistema di calcolo che si basi sull'equità attuariale: ovvero anche i politici devono percepire una pensione che venga calcolata con il sistema contributivo, in vigore per tutti gli altri pensionati italiani e non una pensione basata su un sistema di calcolo retributivo, non più in vigore.

Tito Boeri, Presidente dell'Inps, si è dimostrato senza dubbio d'accordo con questa mossa strategica lanciata dal nostro Premier: già Carlo Cottarelli, ex commissario della spending review aveva paventato una possibile soluzione analoga per garantire un minore salasso ed un'equità reale, senza favoritismi per i politici.

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#Matteo Renzi cerca di creare un fondo dal quale attingere: la riforma che vuole attuare ha dei costi che vanno sostenuti ed è necessario raccogliere i fondi tagliando ciò che viene ritenuto superfluo. La voglia poi di creare una situazione di parità di vita e di non favorire i soliti noti, che già occupano una posizione di privilegio, è forte al fine di dimostrare che chi governa non sempre lo fa per una proprio interesse personale.

Obiettivo: ridurre i vitalizi del 50%

Matteo Renzi vuole tagliare i costi ricalcolando i vitalizi mensili degli ex parlamentari: la loro rendita annua si aggira sui  63.700 euro lordi annui, ovvero 5.300 euro mensili. Gli ex rappresentati dello Stato ai quali verrebbe decurtata la pensione sono circa 2 mila ed il risparmio per il nostro #Governo si tradurrebbe in circa 100 milioni di euro.

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I tagli ammonterebbero quindi a circa il 50% del totale erogato per coprire le #Pensioni d'oro degli ex parlamentari: la voglia di Renzi non è solo quella di recuperare una cifra che, pur essendo nel quotidiano considerata strabiliante, non lo sia davvero a livello pratico per il nostro bilancio, ma è anche quella di generare una situazione di equità in termini di Legge. Vanno quindi abolite le caste, ma ogni cittadino deve percepire, quindi anche gli ex parlamentari, fatte salve eccezioni contenute nelle specifiche burocratiche della nuovo sistema di calcolo pensionistico stesso, una pensione calcolata sulla base del sistema contributivo in atto. 

Obiettivo riforma: meno tasse per tutti

La riforma che Renzi sta attuando mira a tagliare le tasse a tutti gli italiani: verrà abolita la tassa sulla prima casa, per tutti, anche per i ricchi e verrà anche diminuito il canone Rai. La novità in merito riguarda la nuova voce che rappresenterà questa tassa e che verrà accreditata in bolletta per potere garantire il pagamento da parte di tutti i cittadini.

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A quanto pare verrà diminuito anche l'importo della Tasi: l'impatto economico che pesa sulle famiglia italiane e causa della tassa sui servizi indivisibili, ovvero quella cifra che viene versata per finanziare i singoli comuni che offrono servizi quali mantenimento stradale, manutenzione della rete fognaria, illuminazione pubblica, etc. Secondo la Cgia di Mestre i provvedimenti attuati dal governo Renzi hanno portato ad un risparmio, per le famiglie italiane, di circa 7,1 miliardi di euro, mentre il risparmio consentito alle imprese è stato di 8,3 miliardi di euro circa. Cifre non da poco, ma il Premier mira a tagliare le tasse per un totale di 50 miliardi: finora siamo a quota 15,4 miliardi, dove taglierà ancora?