Il Ministro degli #Esteri francese, Laurent Fabius, non ha espresso dubbi sulla regolare organizzazione della conferenza ONU sul clima, nota come COP21, nonostante gli attacchi terroristici avvenuti a #Parigi il 13 novembre. I recenti fatti che hanno sconvolto non solo la Francia, ma l'Europa e il mondo intero, con l'Italia inserita tra i prossimi obiettivi dell'Isis, non impediranno il regolare svolgimento di uno dei più importanti eventi internazionali di fine anno, in programma da lunedì 30 novembre a Le Bourget, nella periferia Nord di Parigi.

Di certo, sono tanti i grattacapi che riguardano le forze di sicurezza coinvolte nell'accoglienza di quasi 150 capi di governo e di ulteriori 40.000 tra visitatori e personale autorizzato.

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E tanti sono gli interrogativi legati al massiccio spiegamento di forze dell'ordine francesi, a partire dalla necessità di definire una chiara strategia di difesa all'interno dei confini dell'Unione Europea.

Oltre 120.000 uomini mobilitati in tutta la Francia per rafforzare territorio e frontiere 

La Francia schiererà 2.800 tra poliziotti e forze dell'ordine di quartiere per garantire la sicurezza della sede prescelta per il vertice sul clima. Altri 8.000 agenti, inoltre, saranno dispiegati per proteggere i confini del Paese. Complessivamente, si parla di 120.000 uomini mobilitati in tutto il Paese, secondo le stime elaborate dal Ministero dell'Interno francese. Questi interventi massicci risultano piuttosto altisonanti, se paragonati alle previsioni di inizio anno o di inizio novembre. Per Il Ministro dell'Interno Cazeneuve, alla luce di quel tragico venerdì, queste rappresentano delle misure di sicurezza obbligate, per prevenire qualsiasi forma di rischio in territorio francese.

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In seguito agli attacchi, e dopo la minaccia da parte dell'Isis in Iraq e Siria, con cui è impensabile immaginare un dialogo (anche se recentemente il celebre oncologo italiano Veronesi ha suggerito un atteggiamento di tolleranza verso l'Isis), le autorità francesi hanno deciso di rafforzare ulteriormente i posti di blocco alla frontiera. Le perquisizioni e gli arresti sono costanti, nel tentativo di smantellare la rete di militanti del califfato islamico. Cazeneuve giovedì scorso ha affermato che più di 300 persone sono state arrestate dal 13 novembre ad oggi, di cui circa 200 permangono ancora in carcere.

Secondo Cazeneuve "tutto è stato organizzato in modo ottimale per garantire massima sicurezza nell'area della conferenza stessa e nei suoi quartieri in prossimità dell'evento" , anche se la mente e la memoria sono rivolte al G8 tenutosi a Londra nel luglio 2005, quando quattro attentatori suicidi fecero brillare degli esplosivi sulla rete metropolitana e sugli autobus della città, causando 56 morti e oltre 700 feriti.

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A rimetterci, in tutto questo, saranno senz'altro i forum di discussione e di contestazione democratica della conferenza, che avevano pensato di riunirsi per attirare l'attenzione su cause specifiche e di maggiore urgenza per contrastare il cambiamento climatico in corso, vanificando così il tentativo di spingere i governi mondiali a prendere delle misure forti a livello decisionale. Anche questo deve essere un elemento di riflessione per la comunità europea e per quella internazionale, mai minata come oggi alla base dei propri principi democratici, principi peraltro ispiratori dell'attuale Unione Europa.   #terrorismo