Tito Boeri, Presidente #Inps, definisce le critiche ricevute come "attacchi personali e feroci". Egli imputa tali critiche a persone che, se la sua proposta venisse accettata, si vedrebbero il vitalizio ridotto del 50%. Queste sono state le parole di Boeri, proferite in un convegno, in merito alle critiche ricevute sulla sulla proposta di legge inerente ad una riforma del sistema previdenziale. Boeri aveva presentato la sua proposta di legge al Governo lo scorso giugno, ma dato che questa non aveva avuto seguito, egli ha deciso di pubblicarla sul sito Inps il 5 novembre.

Critiche alla proposta di legge di Boeri

Le critiche più nette alla proposta di legge di Boeri sono state quelle rivolte da Renato Brunetta e Susanna Camusso.

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Il Presidente dei deputati di Forza Italia ha asserito che le proposte mosse da Boeri sono angoscianti, mentre il segretario della Cgil ha affermato che il Presidente Inps è ossessionato dal sistema contributivo. In molti, tra cui, Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro della Camera, hanno affermato che non spetta a Boeri presentare proposte di legge perché non ne ha facoltà per ruolo. Molti sono stati i pareri contrari sulla riforma del sistema previdenziale che Boeri vorrebbe affrontare: essi sono da intendere come legittimi? Oppure ha ragione il Presidente Inps nell'affermare che sono mossi solo da persone che si vedrebbero danneggiate, se la sua proposta passasse?

Boeri, frecciatina a Renzi e specifiche

Boeri, al convegno tenutosi a Campobasso, dal tema "Politiche previdenziali e nuovo walfare", ha espresso il suo parere in merito a quattro punti: nel primo ha specificato che chi lo attacca lo fa solo per interesse personale, al fine di non perdere i privilegi acquisiti. Nel secondo ha tenuto a precisare che, per attuare una riforma complessiva del sistema previdenziale italiano, si renderebbe necessario tagliare il vitalizio di circa il 50%, se non nel 60%, a chi percepisce cifre che arrivano a sfiorare gli 85 mila euro l'anno.

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Solo effettuando questi tagli si riuscirà a dare la gusta spinta all'Italia e ad aiutare centinaia di migliaia di persone rimaste senza lavoro. I soldi che verrebbero decurtati a chi percepisce vitalizi, verrebbero utilizzati, secondo la proposta di Boeri, per garantire un reddito minimo a quelle persone rimaste senza reddito da lavoro.

Si tratta di persone troppo giovani per accedere alla pensione e, quindi, sono sprovviste di un introito mensile che gli permetta di provvedere dignitosamente a se stessi ed alle proprie famiglie. La terza specifica è inerente al suo desiderio di precisare che ha pubblicato la sua proposta sul sito Inps solo dopo averne discusso con il Governo. Il quarto punto, sul quale Boeri ha fatto opera di specifica, assomiglia ad una frecciatina rivolta a Matteo Renzi: il Presidente Inps si è detto contrario al termine rottamazione usato dallo stesso Premier. Inoltre, egli critica a Renzi anche l'uso del termine staffetta generazionale: secondo Boeri tale lessico risulterebbe offensivo per i lavoratori che verrebbero paragonati a qualcosa di facilmente sostituibile.

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Il Presidente Inps ha asserito che, a parere suo, molto può nascere dal rapporto tra chi già è presente da tempo nel mondo del lavoro e tra i giovani, che vi si affacciano per la prima volta. Boeri afferma che non è giusto operare scelte generalizzate quando si va a toccare il tema lavorativo, ma offrire possibilità di scelta ai lavoratori stessi.