La notizia è sconvolgente e allarmante, non certo di quelle che vorremmo sentire a Natale e nemmeno in altri periodi dell'anno. Secondo le rilevazioni dell'Istat, nei primi otto mesi del 2015 in Italia si è riscontrato un aumento delle morti di ben 45 mila persone, un incremento in termini percentuali dell'11,5% rispetto all'anno precedente. Se venisse confermato un tasso di mortalità così alto anche per i restanti 4 mesi del 2015, in un anno verrebbero a mancare 68 mila persone, l'equivalente di una città come Trapani.

La nefasta notizia è stata divulgata ieri dal giornale Repubblica, suscitando tuttavia poca risonanza mediatica sulle altre testate.

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Secondo il demografo Gian Carlo Blangiardo, per riscontrare un simile aumento di mortalità nel nostro Paese, bisogna risalire al 1943 e, prima ancora, al pieno periodo bellico, tra il 1915 e il 1918. Per lo studioso si tratta di un evento "straordinario", che richiama alla memoria l’aumento della mortalità nei Paesi dell’Est Europeo dal comunismo all’economia di mercato.

Si attendono ulteriori dati

Osservando come è cambiata la composizione per età dei residenti tra il gennaio del 2014 e del 2015 emerge che, a fronte di 159 mila unità in meno nella fascia d’età fino a 60 anni, se ne contano 70 mila in più in età tra 61 e 70 anni, 40 mila tra 71 e 85 anni e 62 mila con oltre 85 anni. Si assiste quindi a uno spostamento demografico evidente verso fasce d’età più mature, che delinea un invecchiamento della popolazione sempre più marcato.

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I dati al momento sono incompleti e insufficienti per avere un quadro della situazione: occorrono informazioni sulla suddivisione completa dei morti per fasce d’età, sesso e localizzazione geografica. Bisognerà inoltre analizzare le cause dei decessi, attraverso la raccolta dei certificati di morte. Saranno necessari mesi di lavoro affinchè questi dati possano essere elaborati e resi disponibili.

Colpa della crisi?

Le cause potrebbero essere di molteplice natura. Secondo una ricerca del Censis a seguito dei forti tagli sulla sanità e del Welfare, una famiglia su due rinuncia alle cure sanitarie e alla prevenzione.

Il 2015, pur non essendo l’anno di picco della #Crisi economica, rappresenta il proseguimento di un lungo periodo di difficoltà economica, che ha avuto impatto sullo stile di vita degli italiani, dal taglio delle spese mediche all’acquisto di cibo e di prodotti più scadenti e meno controllati.

Negli ultimi giorni siamo stati informati da televisione e giornali dell’aumento allarmante del livello di polveri sottili nell’aria e dell’inquinamento a livello insostenibile. Le ipotesi che si possono fare sono disparate e di varia natura. Passate le feste ci attendiamo di avere maggiori informazioni e attenzione a un fenomeno così preoccupante.