Basterà ricreare l’unità della Sinistra per rispondere al malcontento dell’elettorato e arrestare il consenso crescente dei partiti anti Sistema? È a questo interrogativo che i sindaci di Cagliari, Genova e Milano, hanno provato a rispondere con una missiva pubblicata da La Repubblica. Zedda, Doria e Pisapia, non a caso, sono tra gli esponenti più apprezzati del Centrosinistra. Possono vantare un consenso che pochi altri, anche su scala nazionale, hanno conosciuto. Tre volti che hanno saputo ribaltare, grazie alle primarie, le gerarchie dei partiti tradizionali attuando politiche in netta controtendenza rispetto al #Governo che vede in Renzi un’anomalia.

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È a Sinistra Ecologia Libertà e al Partito Democratico che i sindaci arancioni hanno voluto rivolgere l’appello: solo uniti si vince. Un invito a ritrovarsi apprezzato solo parzialmente dai due partiti che oggi siedono in Parlamento da separati in casa. Allo stato attuale esistono le condizioni per una futura alleanza? Lo abbiamo a chiesto a Marco Furfaro, esponente di spicco di SeL.

La povertà nutre il populismo

“Un’unità fine a sé stessa non credo possa sconfiggere l’avanzata dell’estrema destra, dei Salvini di turno o della Le Pen in Francia” ha affermato Furfaro. “C’è un Paese che vive nella disperazione - ha aggiunto - e che guarda a destra perché le politiche di sinistra hanno avuto una responsabilità diretta in questi anni sul loro impoverimento”. Il riferimento a Renzi è spontaneo: “Nel momento in cui il governo sradica i diritti del lavoro, precarizza le persone, commette scempi ambientali con lo Sblocca Italia e favorisce i più ricchi come nel caso del taglio delle tasse sulla prima casa, non è possibile trovare una base comune d’unità”.

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Con buona pace di Zedda, Doria e Pisapia, che a loro modo sono un modello: “Sono stati in grado di attuare politiche antitetiche rispetto a quelle di Renzi”. “Il punto quindi non è il politicismo - ha sottolineato Marco Furfaro - ma è l’offerta da mettere in campo e da rivolgere ai cittadini. Se questa andasse in senso contrario rispetto agli ultimi anni, naturalmente sarebbe stupido sottrarsi all’unità. Se invece la base di partenza è quella proposta dal premier, mi sembra chiaro che non esiste alcuna possibilità”.

Un nuovo progetto di Sinistra

Oggi SeL siede all’opposizione del governo Renzi: “Ha tradito e sconfessato tutte le politiche di sinistra che egli stesso prefigurava nel corso della campagna per le primarie”. A trarne vantaggio le grandi corporazioni: “Sono state le uniche tutelate nonostante stiano asfissiando questo Paese”. “Le divergenze sono difficilmente sanabili - ha ammesso Furfaro - perché non siamo disposti a trattare sul tavolo delle riforme quando in gioco c’è la vita delle persone e dell’ambiente”.

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Lo stato di incompatibilità appare evidente anche se in molti Comuni italiani i due partiti restano alleati: “Questi sodalizi sono nati in un momento storico differente e spesso - come nei casi di Cagliari, Genova e Milano - i futuri sindaci hanno dovuto prima sconfiggere l’egemonia interna del #Pd”. Più che di alleanza con i democrat, il partito di Vendola vede di buon occhio la nascita di un incubatore di Sinistra che sappia rispondere alle mancanze denunciate dall’elettorato. “Oggi chi vive a Tor Sapienza o a Centocelle - ha concluso Furfaro - non ha a cuore l’unità della Sinistra ma piuttosto chiede un’offerta politica in grado di migliorare la sua quotidianità”. #Matteo Renzi