In Cina la politica del figlio unico è durata quasi 40 anni. Come riporta Mashable, solo oggi emergono i dati delle conseguenze che ha avuto sulle donne e le famiglie questa assurda legge. Sul New York Times, nel 2013, per denunciare le violenze subite Ma Jian ha raccontato alcuni episodi: tra questi, quello di una ragazza incinta al nono mese del secondo figlio che, non avendo il denaro occorrente per pagare la multa di 3.200 dollari, fu letteralmente trascinata in una clinica e legata sul tavolo operatorio, dove un medico le iniettò un liquido letale per il bimbo. Fu poi lasciata due giorni in preda ad atroci dolori, in attesa che il bimbo trucidato in modo così barbaro venisse espulso. 

Episodi disumani raccontati da testimoni che li hanno vissuti

Bambine che furono vendute, omicidi e aborti obbligati: nel 2013, per esempio, il Times riferì che la polizia ne aveva intercettate 30 tra i due e i cinque mesi di vita su un autobus in viaggio.

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Molte furono trovate già morte per soffocamento, le altre invece erano destinate alla vendita. Il #Governo cinese ha sempre ufficialmente negato sterilizzazioni forzate, aborti e vendite dei bambini nati clandestinamente, ma gli episodi di queste violenze inconcepibili e le relative testimonianze lo hanno poi smentito. In pratica, solo le famiglie più ricche potevano permettersi di pagare la multa e quindi violare la legge sul figlio unico, come il regista Zhang Yimou. A tutti gli altri ne era concesso uno solo per famiglia

Molte nascite sono avvenute di nascosto; dunque, senza alcun accesso e diritto ai servizi pubblici come l'assistenza sanitaria e l'istruzione. Negli ultimi 40 anni la legge ha dunque portato 300 milioni di aborti, oltre a un consistente numero di omicidi delle femmine da parte dei padri e 200 sterilizzazioni, per evitare gravidanze proibite.

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Finalmente il cambio di direzione da parte del governo

Il motivo è legato all'invecchiamento della popolazione che, sperano, grazie all'annullamento della legge sul figlio unico possa invertirsi. Ma, ironia della sorte, pare sia troppo tardi: dopo anni di repressioni devastanti, violazioni dei diritti umani e regolamentazione sulle nascite, a rifiutarsi di avere più figli sono gli stessi giovani. Infatti sono costretti a lavorare spesso anche nel weekend senza limiti di orario: vista la pressione fiscale, non possono più permettersi il lusso di avere più di un figlio. A meno che la situazione non cambi in un prossimo futuro, saranno costretti a non dare un ricambio generazionale, condannando così la società a un invecchiamento lento ma inesorabile. #Crisi economica #Esteri