Sembra destinato a procedere con nuovi colpi di scena il caso del presunto conflitto di interessi inerente i legami tra Banca Etruria e la famiglia Boschi. Oggi, 18 dicembre, il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi è in aula a Montecitorio per intervenire dopo la sfiducia individuale presentata dal Movimento 5 Stelle.

Il "caso banche" si è trasformato nello "scandalo banche" che si è abbattuto come un ciclone sul #Governo, trasformandolo in un facile bersaglio, dal momento che, come sottolinea Travaglio: "Il governo non è colpevole di questo dissesto, è la presenza della figlia del vicepresidente di Banca Etruria che espone a questi sospetti.

Pubblicità
Pubblicità

Quando sei coinvolta in una vicenda perché hai il padre vicepresidente, il fratello azionista e dipendente, la cognata dipendente, forse è meglio uscirne".

Il coro degli "sfiduciati" nei confronti dell'avvocatessa trentaquattrenne si fa sentire anche sui social, con l'hashtag #BoschiACasa. Grillo sottolinea che la fiducia da parte degli italiani è svanita e che il Parlamento "dovrebbe prenderne atto". "Chiarimenti mai pervenuti e misure insufficienti" è la ragione della sfiducia da parte di Sinistra Italiana, asserisce il Capogruppo Arturo Scotto.

Dal canto suo, la Boschi si dice "tranquillissima".

Il ministro intende passare al contrattacco: per lei la richiesta di Grillo di "rassegnare immediatamente le dimissioni" è "campata in aria", rivolta al solo indebolimento del governo e si dichiara "totalmente estranea alla vicenda, non c'è stato da parte mia nessun interesse personale".

Pubblicità

Il ministro delle riforme ribadisce la sua assenza al momento dell'approvazione del decreto legge che ha trasformato le banche in società per azioni, lo difende e nega qualsiasi collegamento tra il suo incarico al governo, speculazione finanziaria e il ruolo del padre in Banca Etruria: "Pier Luigi Boschi è stato vicepresidente per soli otto mesi" e le sue 1500 azioni in Banca Etruria, del valore di un migliaio di euro "sono state azzerate, come per tutti".

Il Presidente del Consiglio Renzi è certo che il suo ministro "Ne uscirà a testa alta", difende il decreto "Salva Banche" e, certo della sua trasparenza, affida gli arbitrati all'anticorruzione di Cantone.

Le carte sono in tavola, la partita è tutta da giocare, ma una cosa è certa: la "Boschi Furiosa" che ascolteremo oggi in aula, apparirà completamente diversa dal ruolo di "ragazza di periferia, di semplici origini contadine" che finora il ministro ha voluto indossare. #Matteo Renzi #M5S