#Matteo Renzi, intervenuto all'Accademia dei Lincei, ha affermato che "la riforma del sistema del credito è quanto mai urgente, come abbiamo visto non solo nelle ultime ore, ma nell'ultimo anno con la riforma delle popolari". Quest'esigenza è emersa dopo che molti investitori avevano riscontrato difficoltà economiche, in seguito all'azzeramento delle loro azioni e obbligazioni. Gli investitori avevano, infatti, immesso il proprio denaro per acquistare titoli rischiosi, dopo aver ricevuto tale suggerimento dalle filiali di riferimento, come emerso da numerose testimonianze e dalla stessa Unione Europea.

Bankitalia è convinta di aver agito bene

Il Ministro delle Finanze Padoan ha affermato che "serve un sistema finanziario sano ed efficiente", cercando inoltre di ridurre al minimo possibile le perdite incorse.

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Per Bankitalia, tuttavia, non c'è la sensazione di aver agito in maniera scorretta, limitandosi a sottolineare come dovrà essere regolamentata l'immissione di titoli rischiosi sul mercato finanziario. Bankitalia e Consob, i due enti preposti alla vigilanza, non sono sotto accusa da parte del #Governo, come riporta anche il sottosegretario all'Economia Zanetti, che sostiene invece quanto fatto dal suo Governo per cercare di evitare che il problema si allargasse a un numero imprecisato e incontrollabile di correntisti.

Il Movimento 5 Stelle presenta un esposto

Il Movimento 5 Stelle è, invece, molto critico nei confronti del Governo e ha annunciato di aver presentato un esposto in Procura e alla Corte dei Conti. Secondo Villarosa, siamo di fronte a un colpo di mano da parte della maggioranza e del primo ministro Matteo Renzi, fatto insieme alla Banca d'Italia, che avrebbero potuto salvare senza alcun problema gli istituti di credito coinvolti - Carife, Banca Marche, Carichieti e Banca Etruria - facendo ricorso al fondo interbancario.

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Il #M5S afferma: "vogliamo chiarezza, anzi la esigiamo". 

Il caso della Banca Etruria

I risparmiatori coinvolti sono circa 10.000 e fa specie il fatto che in uno di questi istituti, la Banca Etruria, sia coinvolto direttamente il padre di Maria Elena Boschi, ministro per le riforme costituzionali. Un fatto che ha scatenato un gran polverone, in un momento importante per Renzi che deve rilanciare la sua immagine. Uno degli strumenti utilizzati dal premier per cercare di acquisire consenso è anche la decisione di dare ai neo-diciottenni un bonus cultura del valore di 500 euro, molto criticato da tutti gli schieramenti della politica italiana.