Mentre la maggioranza di governo si trova nell'occhio del ciclone per il decreto con cui ha salvato una serie di banche in difficoltà, il Presidente del Consiglio e segretario del #Pd, durante il suo intervento a Rtl 102.5, ha replicato alle accuse di garantismo mosse dal suo predecessore, Enrico Letta. Per il premier #Matteo Renzi, il conflitto d’interessi del ministro Boschi non esiste, ma è solo una falsa accusa, e ha spiegato che con il decreto Salva banche sono stati tutelati milioni di risparmiatori. Tuttavia, ha precisato che il voto per la sfiducia all’esecutivo si terrà la settimana prossima.

Renzi, la priorità sarà la fiducia

Il premier democratico, con slancio, ha affermato che l’Italia non può sopravvivere in uno stato continuo di depressione psicologica a causa di versioni e racconti negativi sul futuro del Paese.

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Matteo Renzi ha dichiarato che è necessario tornare a sognare e credere in se stessi e per questa ragione sente di essere "lo psicologo in capo dell’Italia". Inoltre, il premier democratico ha sottolineato che la priorità per il 2016 sarà conquistare la fiducia degli italiani, e far ripartire l’economia del Paese.

Vicina l’intesa tra il Pd e il M5S

Ad ogni modo, il potere di Renzi sta cominciando a scricchiolare e, secondo le fonti dem, il premier democratico avrebbe aperto la porta al #M5S e ai centristi per la selezione dei candidati a giudici della Consulta, escludendo Forza Italia, e proponendo i giuristi Franco Modugno, Giulio Prosperetti e Augusto Barbera. Mentre i pentastellati decideranno durante l'assemblea del gruppo i termini dell’accordo con il Pd, il capogruppo di FdI-An, Fabio Rampelli, ha dichiarato che il premier Renzi per chiudere sulla Consulta si sta affidando alla "stampella" dei grillini, e ha precisato che non parteciperanno a questo voto.

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Brunetta: “I bonus sono mance”

Nel frattempo, l’Ansa ha reso noto che il capogruppo di FI in aula si è scagliato contro il premier Renzi e l’ha accusato di strumentalizzare il bonus ai giovani di 18 anni come mancia elettorale e, come un fiume in piena, Renato Brunetta ha tuonato che la legge di Stabilità “È piena di marchette”. Dura è stata la risposta del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ha invitato l’ex ministro della Funzione pubblica a tornare in sé e ha spiegato che gli interventi contro la povertà sono nell’interesse delle persone che ne hanno bisogno: “La povera gente ha bisogno del nostro aiuto e noi stiamo dalla loro parte”.

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