Oggi, domenica 6 dicembre, i venezuelani votano per rinnovare il parlamento, in un' elezione nella quale per la prima volta l'opposizione si presenta come favorita contro il Partito Socialista Unito del Venezuela. Potrebbe trattarsi di una svolta storica, dopo che ormai da 16 anni il chavismo guida saldamente il paese, prima con il presidente Hugo Chavez e ora con Nicolas Maduro, l'ex autista di pullman che ha raccolto fedelmente l'eredità del suo predecessore.

I sondaggi vedono in testa l'opposizione

Per la prima volta ci si chiede quale sarà il margine di vittoria per l'opposizione: a seconda della larghezza della vittoria, infatti, che nessuno mette realmente in discussione, l'opposizione avrà più o meno margine di manovra per provare a cambiare leggi importanti, porre il veto su alcuni ministri e, eventualmente, arrivare anche modificare poteri pubblici e attribuzioni di competenze che oggi sono saldamente nelle mani del partito di Nicolas Maduro.

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In gioco infatti non è la presidenza del paese, ma la maggioranza del parlamento: se questa elezione quindi non potrà realmente determinare un cambio di regime, potrà sicuramente compromettere l’azione del governo e minarne ulteriormente la già precaria popolarità. 

A giocare a favore dell’opposizione c'è il profondo malcontento della popolazione, afflitta da una crisi economica e da un'inflazione che hanno raggiunto i livelli più alti di tutto il Sudamerica, con una recessione che sembra inarrestabile ed una forte carenza di beni fondamentali. Da tempo il paese sudamericano vive un periodo di instabilità, con un forte aumento della violenza e della contestazione politica.

La risposta di Maduro

Nonostante l'entusiasmo delle opposizioni, i più diffidenti credono che lo svantaggio del governo possa essere meno significativo di quanto si creda.

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I livelli di popolarità del presidente Nicolas Maduro sono recentemente aumentati: secondo un sondaggio della società locale Datanalysis, il livello di approvazione del presidente è arrivato al 32,3% in novembre, con un progresso sorprendente di 11 punti soltanto in un mese. Hanno sicuramente influito anche recenti avvenimenti come la crisi al confine con la Colombia, causata proprio dalla scarsità di beni fondamentali e che ha portato a una sorta di zona franca del contrabbando.

Nonostante i sondaggi, il presidente Nicolas Maduro ha espresso la sua convinzione a proposito della vittoria del Partito Socialista Unito di Venezuela, e ha sostenuto che vincerà in ogni caso, nonostante le previsioni avverse. "Loro vincono le inchieste, noi vinciamo le elezioni. Loro hanno vinto le inchieste in questi 16 anni, e potranno continuare a vincerle. Ma qui si tratta di vincere con i voti " questa è stata la sua sfida, alludendo al fatto che negli ultimi anni molte inchieste abbiano in parte incrinato il potere chavista, nonostante la notevole popolarità goduta quantomeno fino alla morte dell’ex presidente Chavez, avvenuta nel 2013 a Caracas a causa di un tumore.

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#Elezioni politiche