Dopo che nel mese di dicembre 42 partiti presenti nel panorama politico italiano avevano ottenuto il via libera al ricevimento dei cosiddetti rimborsi elettorali, ossia quelle spese sostenute per finanziarie le campagne elettorali, a carico dello stato e per una somma complessiva di circa 45 milioni di euro, arrivano adesso i rimborsi ad altre 13 formazioni politiche precedentemente escluse.

Si tratta di partiti minori e in molti casi non più presenti nel Parlamento italiano, come ad esempio I Popolari-Udeur di Clemente Mastella o del Movimento per le Autonomie guidato da Raffaele Lombardo, noto per una gestione non del tutto trasparente quando era presidente della regione Sicilia, ma la lista comprende altri nomi come l'Api di Francesco Rutelli e tanti altri, per un ammontare totale aggiuntivo di 485 mia euro.

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Il M5S non ci sta: "hanno distribuito il malloppo anche ai partiti dello zerovirgola"

Appresa questa novità la reazione del Movimento 5 stelle, il cui elettorato è sensibile a questi temi e che si è sempre opposto ai finanziamenti pubblici ai partiti, ha reagito con durezza ricordando di aver volontariamente rinunciato ai rimborsi e attaccando i principali partiti, PD in testa, che avrebbero permesso questa sorta di "spartizione".

In particolare l'esponente Riccardo Fraccaro ha usato queste nette parole d'accusa: "è una vergogna, grazie alla legge truffa Boccadutri hanno incassato soldi anche sigle estinte che simboleggiano solo gli interessi dei loro leader, come Rutelli, Casini e Mastella". Il segretario dell'ufficio di presidenza della Camera ha poi concluso attaccando Renzi e il suo #Governo così: "il presidente del Consiglio ha fatto propaganda sull'abolizione del finanziamento pubblico, ma ora ha ricompensato i partitini dello zerovirgola con parte del bottino". La polemica sui finanziamenti ai partiti è dunque tornata alla ribalta con questo caso, secondo voi hanno ragione i 5 stelle o è giusto questo sistema a carico dello Stato? Diteci la vostra nella sezione commenti.

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#Beppe Grillo #M5S