Anno nuovo, tensioni vecchie fra Iran e Arabia Saudita. Il regime di Riad ha fatto giustiziare 47 persone, tutte accusate approssimativamente di #terrorismo. Fra tutte spicca la morte dell'Ayatollah sciita e leader non violento Nimr Baqr al Nimr. Giudicata da Teheran come una vera e propria provocazione, tale azione ha avuto il pericoloso effetto di riportare alla ribalta delle cronache la frattura insanabile tra sunnismo e sciismo, che da 1400 anni si consuma in medio oriente e che sta alla base di conflitti e tensioni sempre presenti nella galassia musulmana.

La guida suprema iraniana Alì Khamenei non ha esitato a paragonare la monarchia saudita all'Isis, augurandosi che una vendetta divina colpisca e abbatta i politici sauditi.

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Non si è fatta attendere la replica dell'Arabia, che sostanzialmente accusa l'Iran di sponsorizzare non solo il terrore, ma di sostenere politicamente e finanziariamente il terrorismo.

Sunniti e sciiti

Per capire meglio come stanno le cose è necessario fare un lungo passo indietro di 1400 anni: nel 632 Maometto muore e nomina suo successore Abu Bakr uno dei suoi primi compagni. Da allora, non c'è mai stato confronto, ma scontro su chi fosse legittimato a succedere al Profeta: secondo gli sciiti, si pensava che a guidare l'#Islam dovessero esserci i discendenti diretti del Profeta. E fu in Alì, cugino e genero di Maometto, che individuarono il giusto leader.

sunniti, invece, non considerano la discendenza carattere predominante della successione: solo i più adatti, quindi, possono guidare l'Islam e considerarsi successori del profeta.

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Tale guida deve essere ricercata all'interno dell'intera comunità musulmana. 

Del miliardo e trecento milioni di musulmani sparsi per il mondo i sunniti rappresentano col 90% la stragrande maggioranza. Sono circa 120 milioni gli sciiti presenti in medio oriente. In Iran, Iraq, Libano, Azerbaigian e Bahrein, sono maggioranza religiosa, ma sono significativamente presenti in tutta l'area medio-orientale, Arabia Saudita compresa.

Le ragioni di uno scisma che non finisce mai

Da qui la vera divergenza di fondo che ha portato allo scisma il mondo musulmano: qual è la vera autorità che può dirimere le controversie e codificare in ultima istanza la credenza suprema a cui bisogna aderire? Non essendo presente nell'Islam un'istituzione riconosciuta che possa avere l'ultima parola, la domanda è destinata ad avere sempre risposte differenti, con uno scisma infinito che oggi come ieri, provoca guerre e conflitti destinati a non finire mai. 

#Esteri