La Cina ha avviato una politica espansionistica ormai da diversi anni; Usando le enormi risorse economiche date dal proprio boom finanziario e di export, multinazionali cinesi hanno avviato ed - adesso consolidato - una fortissima presenza in tutto il continente africano.

Nel 2010, il complesso del fatturato cinese in Africa raggiunse i 106 miliardi di dollari, diventando il primo partner commerciale degli stati africani ed, addirittura, superando la World Bank come finanziatore netto di progetti nel Continente Nero. La presenza di aziende cinesi in Africa, tra l'altro, è coincisa con il sempre maggior disimpegno di aziende del "Primo Mondo" occidentale che hanno abbandonato il Continente a seguito, da un lato del crollo del prezzo delle materie prima, dall'altro alle sempre maggiori difficoltà di gestione in territori aspri e con regimi politici poco stabili.

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I cinesi, invece, hanno una forte capacità di gestire progetti complessi in aree amplissime e, pur facendo fronte ad un certo "slowdown" (rallentamento) della propria economia, rimangono sempre i principali consumatori al mondo di materie prime. Questo, unito al supporto concreto del governo per le politiche espansioniste, ha fatto si che la fuga delle aziende occidentali sia coincisa con l'arrivo delle cinesi. O viceversa.

Dalle miniere all'Esercito?

Una nuova fase pare però essersi avviata, ovvero di una sorta di "colonizzazione" vecchio stile o, anche, di stile europeo. Perchè la Cina ha annunciato la costruzione di una propria base militare a Djibouti, che potrebbe essere il primo mattone di una nuova politica di maggior penetrazione e consolidamento della propria presenza in Africa.

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La relativa stabilità del governo di Djibouti e la lunga "amicizia" tra i due popoli che recentemente il portavoce del ministero della Difesa cinese, Yang Yujun, ha dichiarato alla stampa, sono una piattaforma perfetta per le mire cinesi. Djibouti è un'area strategica per controllare il Mar Rosso. Tanto che da anni, nel Paese, sono presenti anche gli Americani con una loro base. E la futura presenza di una base militare cinese, non li mette certo di buon umore.

Guerre commerciali nervose per gli Usa.

Anche perchè, se il motivo principale degli americani d'avere una tal base era di usarla per la propria strategia di guerra, per i Cinesi sembra che questa sia una base di appoggio per "guerre commerciali" e per investimenti nel Continente. Con una strategia che pare stia trovando molto credito tra le "cancellerie" dei Paesi africani. Perchè piuttosto che proseguire con la politica dei prestiti da parte dei paesi sviluppati, i circa 60 miliardi di dollari di investimento promessi allo scorso China-Africa Cooperation Forum, saranno concessi per prestiti e crediti all'export.

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Una strategia alternativa possibile anche perchè la Cina è più libera degli Usa di perseguire una propria politica senza legami di coalizioni, attività di "gendarme del mondo", azioni anti-terrorismo. In tal senso la sinergia tra attività commerciali e militari di espansione, sembrano siano attuabili. Specie nelle aree del centro Africa dove maggiore sono le risorse economiche e di materia prima. #Crisi economica #Esteri