Continua il cambiamento del volto moderno della Turchia, sotto la spinta del radicalismo religioso che nel Paese si respira a partire dal governo sotto la guida del Primo Ministro Ahmet Davutoglu.

Dopo lo "sdoganamento" del velo islamico, che adesso si può indossare negli uffici e nelle istituzioni pubbliche, con una pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell'8 Gennaio, il governo ha emanato una circolare in cui detta nuovi schemi per la preghiera del venerdì, per gli Islamici giorno obbligatorio. La circolare è indirizzata ai dipendenti pubblici e coloro che lavorano negli uffici legati alla pubblica amministrazione.

Secondo queste nuove norme, per permettere ai dipendenti di assolvere al precetto della preghiera, l'orario di pausa del pranzo sarà debitamente allungato per consentire ai fedeli di dedicarsi al momento spirituale senza interrompere l'orario dedicato al servizio.

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La preghiera del venerdì come la domenica cristiana

Secondo le norme religiose, la preghiera islamica del venerdì è obbligatoria ogni settimana e dura, generalmente, almeno 45 minuti. Per adeguarsi a questa pratica, le norme statali sull'orario di lavoro stabiliscono la pausa-pranzo in una fascia che va dalle 12.00 alle 13.00 o, in estate, dalle 12,30 alle 13,30 proprio perchè il muezzin chiama i propri fedeli alla preghiera in moschea alle 12.00 durante i mesi invernali ed alle 13 durante i mesi estivi.

La nuova norma si è resa necessaria in Turchia perché, pur essendo adesso un Paese a forte caratterizzazione musulmana, ha una organizzazione burocratica molto simile ai Paesi occidentali, con gli uffici pubblici aperti dal lunedì al venerdì con orari tipicamente occidentali.

In tal senso, la giornata festiva risulta quindi essere la domenica e non il venerdi che è il giorno preferito dai musulmani.

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Turchia meno secolarizzata

Fin dalla presa del potere dell'AKP, il partito del Presidente Recep Tayyip Erdogan, nel 2002 la Turchia è stata vista scivolare verso la perdita della "secolarizzazione" fortemente voluta dal fondatore dello Stato, Kemal Atatürk che aveva reso laico lo Stato turco, forte dell'appoggio dei militari.

Passi nella direzione di una sempre maggior islamizzazione del Paese sono stati la cancellazione dei divieto di utilizzo del velo islamico negli uffici pubblici e università, un maggior controllo sulla vendita di alcol, il favoreggiamento della costruzione di nuove moschee.

Ömer Faruk Eminağaoğlu, già presidente del YARSAV, l'Unione dei Penalisti turchi, ha già però sollevato una questione di incostituzionalità davanti la Corte Costituzionale turca, sostenendo che, specie durante il ramadan, il mese sacro per gli islamici, il rischio serio è di uno stravolgimento dell'organizzazione statale, del calendario, delle feste, degli orari di lavoro.

Il Pirmo Ministro Davutoğlu ha, però, commentato che un giorno come il venerdì deve essere un momento di celebrazione che deve servire a contribuire a cementare il sentimento di fraternità attraverso l'intera Turchia. #Islam