L'Europa potrebbe decidere di superare il Trattato di Dublino e stabilire una nuova regolamentazione per l'accoglienza dei profughi nel nostro continente, La notizia è arrivata ieri in serata da Londra, con la pubblicazione di alcune anticipazioni da parte del Financial Times, secondo il quale la Commissione Europea si starebbe orientando verso un sistema di suddivisione fra tutti e ventotto gli Stati membri dell'Unione. Se le indiscrezioni saranno confermate, si tratterà senz'altro di un vero e proprio punto di svolta nella gestione del problema migranti per tutta l'Europa e, in particolare, per un Paese come l'Italia.

Non ci saranno più i Paesi di prima accoglienza

Italia e Grecia, nell'arco dello scorso anno, hanno dovuto sostenere da sole l'impatto dei flussi di profughi che si sono riversati nel nostro continente.

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Sulla base di quanto stabilito dal Trattato di Dublino, infatti, gli oneri relativi all'accoglienza e alle procedure di identificazione e verifica delle eventuali domande di asilo risultano per intero a carico di quei Paesi in cui avviene l'ingresso in Europa. Se da un lato non si può non riconoscere che si tratti di una soluzione funzionale, dall'altro risulta chiarissimo quanto tale impostazione sia inadatta alle caratteristiche del problema per come presentatosi nel corso degli ultimi mesi (fosse anche solo dal punto di vista del numero di profughi interessati).

Oltre Dublino, via al sistema delle quote

Secondo le indiscrezioni del Financial Times, la Commissione starebbe pensando ad un sistema di quote, sulla base del quale i migranti dovrebbero essere accolti in ciascun Paese europeo.

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Come si possa procedere da un punto di vista pratico, però, rimane un aspetto ancora tutto da approfondire. Posto che le quote potrebbero essere definite sulla base delle dimensioni dei diversi Stati, della loro popolazione e delle condizioni economiche, riassunte dal valore del Pil, resta ad esempio il problema di come e di quando i migranti sbarcati sulle coste greche o italiane debbano essere trasferiti altrove. Secondo il Financial Times, comunque, le nuove regole dovrebbero essere definite già entro la prossima primavera.  #Esteri