"Qualcuno mente, qualcuno sta cercando di cavalcare l'onda che investe il Movimento 5 Stelle sul caso Quarto. Noi vogliamo rimanere puliti e abbiamo agito appena venuti a conoscenza dei fatti". Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, uno dei più apprezzati deputati del Movimento, pur non perdendo il suo naturale "aplomb" non le manda a dire, anzi, le fa letteralmente "vedere", esibendo le trascrizioni delle conversazioni telefoniche e gli screenshot del suo cellulare. Il Movimento 5 Stelle, e lui in prima persona, non erano al corrente del tentativo di infiltrazione mafiosa a Quarto, prima dell'avvio dell'inchiesta del Pm Woodcock.

Luigi Di Maio: fango sul Movimento 5 Stelle

Nel pomeriggio del 12 gennaio, in un video congiunto con Alessandro Di Battista e Roberto Fico, Di Maio ha chiarito che il Movimento ha espulso il consigliere De Robbio per le violazioni di alcuni principi del partito, prima che il PM Woodcock rendesse nota la sua indagine.

Pubblicità
Pubblicità

Fino ad allora, nessuno della dirigenza del #M5S era a conoscenza del tentativo di infiltrazione camorristica. Inoltre, hanno minacciato querela contro chiunque provi a sostenere il contrario.

In serata, Di Maio è stato incalzato da Giannini a "Ballarò". Il vice presidente della Camera ha mostrato le trascrizioni delle conversazioni telefoniche e gli screenshot del suo telefono, e ha annunciato che sulla sua pagina Facebook chiunque le potrà leggere. Allo stesso modo si è comportato anche Fico. L'operazione trasparenza, così la definisce, del M5S è già cominciata.

"Su oltre 1.500 eletti in Italia - sostiene Di Maio - abbiamo avuto un caso di tentativo di infiltrazione mafiosa, e lo abbiamo stroncato sul nascere. Nel solo 2015, il #Pd ha avuto 83 indagati per le stesse ragioni e mai, Mafia Capitale ne è un esempio, hanno agito con una tempestività simile alla nostra".

Pubblicità

"Le insinuazioni che fioccano nei TG e sui giornali - continua l'esponente del partito di #Beppe Grillo - sono solo un tentativo per far apparire il M5S un partito come gli altri. Ciò non è lusinghiero per gli altri partiti di per sé, ma il M5S è intrinsecamente diverso, e anche se a tutt'oggi Rosa Capuozzo non risulta indagata, e le intercettazioni dimostrano che si sia opposta alla camorra, doveva dimettersi e ripresentarsi al voto per sgombrare ogni dubbio". Di Battista, in serata dalla Gruber, ha ribadito gli stessi concetti.