Una nuova guerra fredda tra Usa e Federazione Russia sembra si stia giocando sul terreno dell'Europa. A svelarlo è il tabloid inglese The Telegraph che, in un suo articolo, sostiene di avere avuto accesso a documenti riservati e fonti di informazione del governo di Sua Maestà. Secondo il The Telegraph il Cremilino ha avviato e sta rafforzando una politica di sostegno verso partiti e formazioni politiche europei al fine di insinuarsi nelle fratture che l'Unione sta dimostrando in questi ultimi anni, dapprima evidenziate dalle crisi economiche 'asimmetriche' tra i vari Stati ed adesso per la crisi dell'immigrazione clandestina.

Ad avere alzato il livello di guardia è stata l'agenzia di sorveglianza americana National Intelligence al cui direttore, James Clapper, è stato dato mandato dal Congresso americano di analizzare i segnali di intervento russo in Europa, territorio su cui gli Usa mantengono e vogliono continuare a mantere uno stretto controllo soprattutto attraverso la Nato.

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Disarticolare la Nato

Proprio infatti rispetto le attività politico/militari della Nato, gli Usa ritengono siano i maggiori rischi di infiltrazione, con la Federazione Russa certamente interessata a porre un freno all'attivismo dell'alleanza militare occidentale, i cui ambiti operativi adesso sono proprio a ridosso dei confini della Russia, dopo la crisi Ucraina che ha visto la Crimea ritornare entro la sfera d'influenza russa e l'Ucraina rivolgersi all'Europa e alla Nato come 'protettore'.

Quanto raccolto dai servizi di intelligence Usa farebbe vedere come la Russia sia pronta - e lo sia stata già in passato - a favorire la disarticolazione dell'unità europea attraverso una stretta collaborazione e finanziamento di partiti e movimenti che si dimostrano molto critici rispetto l'Unione Europea per la crisi che ha generato.

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Benchè le fonti contattate non indichino espressamente nessun riferimento certo e concreto, è probabile che i partiti e movimenti a cui si riferiscono i dossier siano Jobbik in Ungheria, Front National in Francia, la Lega Nord in italia, Alba Dorata in Grecia, l'Ukip nel Regno Unito. Proprio il Front National di Marine Le Pen, con il vento in poppa in Francia per le prossime presidenziali francesi, nel 2014 ha ricevuto un finanziamento di 9 mln di euro da parte della First Czech Russian Bank, una banca originariamente fondata nella ex Cecoslovacchia ma che ha adesso la propria base principale in Russia, di proprietà di Roman Yakubovich Popov, notoriamente vicino al presidente russo Vladìmir Putin. Il Front National peraltro non ha mai negato il finanziamento, iscritto a bilancio e che la stessa Le Pen ha detto sarà rimborsato secondo contratto.

Guerra di 'ong', organizzazione non governative

L'influenza russa, secondo i report americani, non si ferma solo ai partiti di destra. In Inghilterra, per esempio, sarebbe stata salutata con positività l'elezione a capo del partito laburista di James Corbin, un radicale di sinistra noto per le posizioni contro la Nato, sostenendone l'inutilità visto la fine della Guerra Fredda che avrebbe fatto venire meno il senso di questa organizzazione militare.

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Sempre nel Regno Unito è stato notato attivismo di marca russa durante la scorsa campagna per il referendum scozzese sull'indipendenza dall'Inghilterra.

Ma questa nuova 'guerra fredda', rimessa in evidenza da questi dossier americani e inglese, in realtà era già partita diverso tempo fa, quando la Russia emanò un decreto di esclusione dalle attività sul suolo russo di cosidette 'ong, organizzazioni non governative'. In realtà, secondo le autorità russe, erano agenzie di spionaggio e agitatori e la prima ad essere bannata fu proprio la National Endowment for Democracy (NED), una cosidetta ong finanziata direttamente dal Congresso americano, coinvolta in attività 'che intendono influenzare le decisioni prese dalle autorità, gettando discredito sulle forze armate russe' come si legge sul decreto presidenziale russo. #Esteri