Tutto è iniziato con delle intercettazioni telefoniche pubblicate da ‘La Stampa’ alcuni giorni fa. Nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal PM Woodcock, è emerso che ci sarebbe Giacomo Cesarano, figlio dell’imprenditore Alfonso, dietro il successo elettorale del candidato dei 5 Stelle Rosa Capuozzo nel comune di Quarto (NA).

Dalle intercettazioni è emerso che Cesarano (considerato vicino agli ambienti camorristi), al telefono con alcuni suoi conoscenti, abbia detto: “Bisogna portare tutti, pure le vecchie di ottant’anni, a votare il Movimento 5 Stelle, a mettere la X sul simbolo del partito. Lui (De Robbio, ex #M5S, colui che con ha stipulato il patto con la Camorra per garantire la vittoria del Movimento alle comunali di Quarto, ndr) ci deve dare quello che vogliamo, come da accordi.

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Poi, così come l’abbiamo fatto salire, lo faremo cadere”.

Le accuse dal PD

La sinistra Italiana, ed in particolare il PD, hanno criticato aspramente il Movimento alla luce di quanto svelato dalle intercettazioni. Debora Serracchiani, vicesegretario del Partito Democratico, ha detto che si tratta di un ‘caso gravissimo di inquinamento e condizionamento della criminalità organizzata’. La vice presidente del PD, Sandra Zampa, sottolinea ‘la gravità del silenzio da parte dei vertici del M5S, che proprio in quel territorio vanta la presenza di due esponenti di spicco, come Di Maio e Fico’.

Mentre Simona Bonafé (PD), su Twitter ha ‘cinguettato’: “Dite a #Grillo che #Quarto non è uno scoglio di Genova ma uno dei comuni amministrati dal #M5S Silenzio su voto di scambio con #camorra?”. Infine, Matteo Orfini su Facebook ha accusato così Luigi Di Maio: “Quando segnalai che a Ostia i clan inneggiavano al m5s, Di Maio disse che mi dovevano ricoverare.

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Lo disse da Quarto, dove la camorra vota m5s”.

La replica del M5S

Seppur con qualche ora di ritardo è arrivata la replica del M5S, non affidata al blog di #Beppe Grillo com’è abitudine, ma tramite una nota. Ecco cosa c’era scritto: “Fa francamente ridere che sia il Pd a ergersi a cattedra morale della politica, un partito che è persino stato in grado di sostenere un condannato come De Luca alla presidenza della Regione Campania in una lista-ammucchiata sostenuta da Ciriaco De Mita. Fa ridere sì, che sia il Pd, che oggi ha fatto della questione morale una reliquia, ad avanzare lezioni di trasparenza nei confronti dell’unica forza politica onesta e pulita, qual è il M5S”.

Il Movimento, infine, si dichiara "parte lesa" facendo notare che l’uomo chiave dell’accordo, De Robbio, è stato espulso ancor prima che iniziasse l’indagine nei confronti del Movimento – così come espulsa, seppure per altre ragione, è stata la senatrice Fucksia. #Mafia