Il dibattito sulle Unioni Civili è in pieno svolgimento, e tutte le componenti che vi partecipano, dai politici al clero, si danno un gran da fare, per giungere ad una rapida conclusione, con l'approvazione della legge. In Europa siamo tra gli ultimi a non avere ancora una normativa che regoli le coppie di fatto. Per le adozioni, sono in corso contatti tra le varie componenti interessate, per mettere a punto gli ultimi ritocchi e rendere così la norma di comune interesse. La politica ha delegato la decisione al Parlamento, nella cui aula i deputati esprimeranno il loro voto, secondo coscienza. Con esclusione delle adozioni, tutti gli altri temi, anche se con sfumature diverse, sono in gran parte condivisi e può essere trovato un punto di incontro politico.

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Discordanze fra le varie anime del PD

Certo, la componente cattolica del PD vuole portare a casa qualcosa e, insieme a Ncd, stanno spingendo per cambiare e mettere dei paletti alle "Stepchild adoption", per renderle più digeribili, in modo da non rendere determinante il voto del M5S. Vi è poi l'incognita del voto segreto, che potrebbe riservare delle sorprese. Solo una minoranza esigua di italiani (15%) è d'accordo sul tema dell'adozione gay del figlio del partner, come previsto dal testo del ddl Cirinnà, mentre un'ampia maggioranza è contraria e sostiene che i bambini debbano essere affidati alle cure di entrambi genitori. Il 26 gennaio, il disegno di legge approderà al Senato, ed i cattolici del PD ed Ap, insieme alla Lega, saranno pronti a dare battaglia per impedire l'approvazione della legge, così come proposta.

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Diritti patrimoniali

Tutti si dichiarano favorevoli ai diritti patrimoniali dei conviventi, a patto che le Unioni Civili non vengano paragonate ai tradizionali matrimoni. Invece, sulle adozioni, in molti puntano all'eliminazione o alla modifica del Ddl. In sintesi, con questo tipo di adozione, ci si prende cura del figlio del partner, ad esempio in caso di morte del genitore naturale. A parere del presidente Grasso, in questo caso più che di un diritto, si tratta di un dovere. I deputati Giovanardi, Roccella e Quagliariello presentano una pregiudiziale di costituzionalità: secondo lo stesso Giovanardi, l'art. 72 della Costituzione rende obbligatoria la discussione in commissione dell'intero provvedimento, prima dell'approdo in aula. Invece, tale discussione non è avvenuta. #Governo #Matteo Renzi