Cameron non fa sconti ai colleghi europei: 'Il mio interesse è l'interesse della Gran Bretagna e non sono disponibile a fare accordi al ribasso'. Lo ha detto il Primo Ministro inglese al suo arrivo a Bruxelles e lo ha confermato dopo la lunga notte, finita alle 5.30 del mattino, in cui i capi di governo dei Paesi della UE hanno discusso le richieste inglesi ed evitare il 'Brexit', ovvero l'uscita della Gran Bretagna dalla Unione Europea.

Ma le notizie di questa mattina, 19 febbraio venerdi, non depongono a favore di una soluzione in vista. La riunione sospesa a tarda notte non ha dato nessuna soluzione su quella che è la bozza inglese che ha alla base il cosiddetto 'meccanismo di salvaguardia', ovvero una limitazione dell'accesso al welfare nazionale da parte dei lavoratori anche comunitari, per un periodo di 7 anni con la possibilità di ripeterlo per due volte per tre anni per turno (in totale si potrebbe parlare di 13 anni di blocco del welfare per immigrati anche comunitari). 

Polonia e Repubblica Ceca in disaccordo

La questione della 'clausola di salvaguardia' richiesta dalla Gran Bretagna, probabilmente da applicare non retroattivamente, sembra colpire i cittadini polacchi e della Repubblica Ceca che, insieme, sono quasi 1 milione e che sono emigrati in Inghilterra.

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Dai dati rilasciati lo scorso mercoledì, in GB ci sono in generale oltre due milioni di lavoratori stranieri, aumentati di 1 milione in soli 5 anni.

Brexit?

La richiesta inglese di inserire nei trattati tale clausola di salvaguardia è strettamente legata alla possibile fuoriuscita della Gran Bretagna dall'#Unione Europea a seguito del referendum proprio sulla permanenza del Regno nell'Unione e che sarà tenuto in un periodo compreso tra la prossima estate e dicembre 2016. Se Cameron riuscirà a portare a casa questi punti a suo favore, spenderebbe la sua forza di Primo Ministro in favore della permanenza entro la UE. In caso contrario, dovrebbe far, eventualmente, buon viso a cattiva sorte e non prendere, almeno ufficialmente, posizione in favore dell'Unione.

Sul disimpegno della Gran Bretagna dalla UE, la preoccupazione è evidente tra gli Stati della UE, dove pare che nessuno dei 27 sia favorevole all'uscita della GB.

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Ma con posizioni differenti. L'Austria, ad esempio, è favorevole alla 'clausola' a patto che sia applicabile a tutti gli Stati che ne facciano richiesta; il Belgio vede questa richiesta come una minaccia all'unione Europea ed a tutto il lavoro fatto nei trascorsi 60 anni; FranciaGermania sono preoccupate per gli effetti sulla tenuta dell'Eurozona. L'Italia, con il Primo Ministro Renzi, chiede alla UK di rimanere al tavolo dell'Unione, ma ha espresso il proprio timore che la stessa GB possa imporre una propria politica bancaria speciale per le City di Londra, diversa da quella del resto dell'Europa.

In questo momento, dai tweet, ormai comunicazione semi-ufficiale dei lavori, il tavolo delle trattative continua anche se sotto la minaccia del premier greco, Alexis Tsipras, di adire al proprio diritto di vero per bloccare tutta la trattativa.

HighLight: le 4 richieste della GB

  • Eliminazione della frase 'even closer union' in cui si specifica che le cose dell'Unione devono essere fatte in maniera sempre più in accordo:
  • Clausola di salvaguardia sul welfare per gli immigrati europei
  • Assicurazione che le decisioni dell'Eurozona non minaccino i propri interessi
  • Ridurre l'eccesso di regolamentazione europea e poter avere un diritto di veto (red card) in caso di leggi contrarie all'interesse nazionale