Venerdì 12 febbraio il ministro degli #Esteri Paolo Gentiloni e il ministro della difesa Roberta Pinotti hanno partecipato al vertice dell'Internatinal Syria Support Group a Monaco dove è stato raggiunto un accordo sulla Siria. Tra gli stati membri dell'Issg ricordiamo tra gli altri: Stati Uniti, Russia, Germania, Italia, Regno Unito, Turchia, Arabia Saudita, Iran, Onu.

Quali gli elementi salienti dell'intesa?

L'intesa annunciata dal segretario di stato Usa John Kerry e dal ministro degli esteri russo Sergeij Lavrov riguarda la pausa dei combattimenti per permettere di intervenire con gli aiuti umanitari. La tregua momentanea non riguarda però i combattimenti contro il Daesh, cioè lo Stato Islamico.

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Il ministro Gentiloni ha annunciato che l'Italia ha stanziato 3 milioni di euro per aiutare la Siria: 2 milioni per aiutare il Programma alimentare mondiale per la distribuzione di cibo ai profughi e 1 milione per il Coordinamento delle attività umanitarie per garantire beni di prima necessità quali tende, stufe, combustibile e beni per l'igiene personale.

Non vi è però un pieno accordo tra gli stati

La Russia infatti chiedeva una tregua non prima degli inizi di marzo e sottolinea che il cessate il fuoco non si applica alla lotta contro lo Stato Islamico e ad al Nusra. Intanto hanno continuato a bombardare Aleppo anche sabato, giorno successivo all'accordo, favorendo l'avanzata delle truppe di Assad che dichiara: "Combatteremo fino alla vittoria e riconquisteremo tutto il paese". Il ministro degli esteri russo Lavrov dice che: "Le forze russe continueranno a lavorare contro queste organizzazioni".

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Infatti è prevista una seconda base aerea russa in Siria dove il numero di jet da combattimento passerà da 40 a 120unità. L'Arabia Saudita, la Turchia e gli Usa chiedono invece l'immediato cessate il fuoco e il ministro britannico Hammond sottolinea che ha senso parlare di tregua solo se la Russia ferma gli attacchi aerei. Le posizioni non sono concordi neanche riguardo il presidente siriano Assad infatti il ministro degli esteri saudita Adel Al-Jubeir e Riad Nijab, il Presidente dell'Alto Consiglio dell'Opposizione Siriana, sottolineano che nessun accordo è possibile fin quando non sarà rimosso il presidente Assad aiutato invece dai russi nella sua avanzata.