La lunga battaglia elettorale negli Stati Uniti costringe i potenziali inquilini della Casa Bianca a confrontarsi, all'interno dei rispettivi partiti, Stato per Stato, entrando in contatto con i problemi reali della popolazione, ascoltando cittadini e famiglie; ed è il loro atteggiamento nei confronti del popolo americano a determinare la reazione popolare, che deciderà il loro futuro politico, candidati alla presidenza o sconfitti!

Il ruolo di finanziatori privati e sponsor, determinante nella raccolta fondi necessaria per l'avvio ed il mantenimento della campagna elettorale è visto da molti come un fattore determinante, in grado di influenzare le future scelte politiche dei candidati; e sebbene la presenza o l'assenza di un importante sponsor può effettivamente determinare il successo o il fallimento della campagna elettorale, alla fine sono i voti dei cittadini statunitensi, fedeli al partito ed alle idee di cui si fa portatore, che si incarnano in un candidato ed uno soltanto, a determinare chi sarà il nuovo presidente.

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Colpi di scena e trionfi inaspettati

Ogni battaglia elettorale, ogni Stato è determinante per vagliare la reazione popolare e direzionare investimenti su uno o un altro candidato e in alcuni casi, la risposta di alcuni Stati può modificare radicalmente lo scacchiere. Il caso delle primarie in Iowa ne è una chiara dimostrazione, soprattutto in seno al partito repubblicano, i cui candidati principali Donald Trump e Ted Cruz hanno conquistato rispettivamente il 24 ed il 28 percento dei voti repubblicani, ma a sorpresa, il 23% di questi è andato all'insospettabile Marco Rubio, giovane senatore della Florida di origini cubane, che senza alcun preavviso si impone nella rosa repubblicana dei papabili.

L'insospettabile Rubio sembra imporsi sui colleghi Trump e Cruz, le cui personalità possono rappresentare un profondo ostacolo nella corsa alla Casa Bianca; secondo gli analisti, infatti, la levatura morale di Rubio, potrebbe emergere in risposta all'eccessivo estremismo religioso di Ted Cruz, ed alla poca credibilità di Trump, troppo imprevedibile e offensivo provocatore, e potrebbe convogliare su di lui l'appoggio del partito e dei grandi finanziatori in vista delle prossime votazioni in New Hampshire, Stato in cui, va detto, Donald Trump gode comunque di una notevole popolarità.

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Diversa è la situazione del partito democratico, i cui candidati Hillary Clinton e Bernie Sanders sembrano combattersi alla pari, senza che l'uno sovrasti sull'altro; portando la lente sulla storia politica dei candidati emerge tuttavia una sconvolgente verità, e se sulla carta Clinton e Sanders stanno giocando un incerto testa a testa, di fatto la Clinton è l'esponente di una lunga tradizione politica e gode di importanti finanziatori e l'appoggio consistente da parte del partito, al contrario di Sanders che è un volto nuovo della politica statunitense, e che appena nove mesi fa contava su una percentuale minima di consensi. Ma il contatto con la gente gli ha permesso di "farsi conoscere" in Iowa ed in tutti gli Stati Uniti. Si può dunque presumere che il recente successo in Iowa convogli su Sanders le attenzioni e gli investimenti di numerosi sponsor, alimentando la fiamma di quella che sembra essere una nuova stella popolare che lotta contro l'avidità di Wall Street e si schiera al fianco della gente comune.

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Quale sarà l'esito di queste primarie è ancora presto per scoprirlo, ed in vista delle imminenti votazioni in New Hampshire ogni ipotesi è puramente speculativa, ma l'esito delle primarie in Iowa sembra puntare i riflettori su Marco Rubio per il partito Repubblicano , nonostante il trionfo di Cruz, e su Bernie Sanders per il partito Democratico, nonostante il relativo "pareggio" con Clinton. #Elezioni politiche #Barack Obama #Esteri