La Corte costituzionale ha accettato i 6 ricorsi del tribunale di Messina contro la legge elettorale voluta da Renzi e che è stata chiamata "Italicum". Promulgata a maggio dello scorso anno con la clamorosa protesta delle opposizioni (Forza Italia e Movimento 5 Stelle) che avevano abbandonato l'aula al momento del voto, la legge elettorale che ha abrogato il cosiddetto "Porcellum", aveva suscitato da subito più di una perplessità.

La protesta degli enti locali

Il Tribunale di Messina si è costituito giudice a quo e ha sollevato alla Corte Costituzionale 6 motivi d’incostituzionalità dell’Italicum. La Consulta ha accettato i ricorsi, gli stessi già presentati in 18 Tribunali italiani da un gruppo di avvocati fortemente critico sulla riforma elettorale. Il primo punto sollevato riguarda il principio di rappresentanza territoriale in Senato, legato al problema del premio di maggioranza.

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Il secondo e il terzo punto riguardano la mancanza di soglia minima per accedere al ballottaggio e l’impossibilità di scegliere liberamente e democraticamente i candidati legato al blocco delle liste. Il quarto nodo affrontato riguarda le soglie di sbarramento previste per l'accesso in Parlamento (8 percento - 20 percento) considerate troppo alte per il Senato.

Il nodo costituzionale più intricato

L’applicazione della nuova normativa sarà limitata solo alla Camera dei deputati, a Costituzione invariata, e non al Senato. In realtà questo nodo sarà il più difficile da sciogliere. La Corte inoltre aveva già pronunciato la sua sentenza di incostituzionalità sul Porcellum e tornare a votare con quella legge non era più possibile. L’unica alternativa percorribile sarebbe stata quella di procedere con una nuova legge costituzionale, una soluzione che avrebbe richiesto però troppo tempo e avrebbe lasciato a lungo il Paese senza un sistema elettorale.

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In questo caso va anche sottolineato che la Corte Costituzionale avrebbe già dovuto verificare che l’Italicum non presentasse norme incostituzionali, in vista del referendum popolare sulle riforme previsto per ottobre. Il nuovo Presidente della Corte Paolo Grossi ha assicurato che la Consulta provvederà quanto prima a esaminare i vulnus evidenziati dal tribunale di Messina. La Corte costituzionale ha procedure molto veloci e i tempi di attesa non dovrebbero superare il mese e mezzo. #Governo #Elezioni politiche #Politx