Dopo avervi parlato del progetto promosso da Germitalia che aiuta gli educatori a trovare lavoro a tempo indeterminato, continuano i nostri aggiornamenti nel settore educativo e pedagogico. Vanna Iori, deputata del Partito Democratico e responsabile nazionale del PD per l'infanzia e l'adolescenza, ha pubblicato un importante comunicato stampa sugli educatori e sui pedagogisti. Si tratta di una comunicazione molto attesa dai professionisti o almeno dalla maggior parte di essi. Vediamo nel dettaglio cosa ha annunciato la Iori sul suo sito 'vannaiori.it'.

Vanna Iori e la proposta di legge

Ieri la professoressa Vanna Iori ha comunicato sul suo sito che è pronta la legge per gli educatori e i pedagogisti.

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In sostanza la proposta di legge si baserà sull'obbligo della laurea. La legge Iori va contestualizzata, perché nasce dagli ultimi incresciosi episodi, sempre più frequenti, riscontrati e raccontati dai media: maltrattamenti su minori a #Scuola e su disabili e anziani nelle case di cura. I recenti fatti di cronaca, quindi, hanno indotto a pensare che una maggiore formazione professionale possa contribuire a lenire questa spiacevole piaga italiana. Inoltre, gli educatori lavorano in ambienti in cui è richiesto un alto valore professionale.

La legge Iori nel caso in cui venisse approvata rappresenterà un momento 'epocale', perché educatori e pedagogisti verranno riconosciuti: si metterà finalmente ordine all'identità delle due figure professionali. In Italia sono oltre 100mila i professionisti che appartengono a questa categoria fin troppo variegata.

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La proposta di legge, oltre a ritenere necessaria la laurea, mira a tutelare coloro che già prestano servizio senza titolo con corsi formativi ad hoc e 'riconoscendo il lavoro svolto come credito formativo'.

La reazione degli educatori e dei pedagogisti 

La legge Iori, se dovesse entrare in vigore, darà una 'dignità scientifica e professionale'. Ma come avranno reagito i professionisti di tale categoria? Su Facebook sono arrivate già le prime considerazioni. Ovviamente, educatori e pedagogisti si ritengono soddisfatti e sperano che non siano solo 'parole'. Un appunto però è stato fatto dai molti, ovvero che laurea, ovviamente, non tutela da maltrattamenti. Il titolo di studio non può cambiare l'indole dell'educatore e non può essere garanzia di capacità, professionalità e serietà. Al di là di questa precisazione, la reazione è sicuramente positiva verso il possibile riconoscimento della propria professione. 

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