Nel corso dell'assemblea del Partito Democratico tenutasi ieri 21 febbraio, l'attenzione è stata mediaticamente rivolta alla questione relativa ad unioni civili, adozione del cosiddetto "coniglio", e possibile emendamento governativo, su cui Renzi si è detto pronto a porre la fiducia. Il premier si è anche soffermato sulla questione Europa, che sta vedendo l'Italia farsi forte di una funzione propositiva, in contrapposizione all'ala reazionaria ed intransigente che fa capo a Germania e Francia. #Matteo Renzi ha espressamente detto che: "Oggi l'Europa deve essere un enorme serbatoio di riforme. O si ha il coraggio di tornare a pensare in grande, oppure l'Europa diventerà soltanto un fastidioso giochino burocratico.

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Noi siamo la politica, non la tecnica" ha chiosato il premier, riferendosi forse alle passate critiche di Mario Monti al suo atteggiamento nell'Ue.

Il documento di Padoan con le 5 proposte

"Questa Italia doveva essere appaltata con il Fiscal Compact e le tasse. Questa Italia, il PD l'ha ripresa e messa in moto". Il governo italiano presenterà un suo documento di 8 pagine, elaborato dal ministro dell'economia Padoan e dallo stesso Renzi, incentrato sulla modifica del Trattato di stabilità e su quelle riforme ritenute necessarie affinché: "l'Europa sia un'opportunità, ma lo sia concretamente e soprattutto per tutti" ha spiegato il Presidente del Consiglio.

Il Fiscal Compact è, per l'appunto, il Trattato sulla stabilità dei paesi dell'Ue, accettato da 25 governi, che prevede il rientro del debito - se questo supera il 60% del PIL - di un ventesimo all'anno.

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Inoltre richiede ai contraenti di inserire nella propria carta costituzionale il vincolo del pareggio di bilancio. Un trattato molto restrittivo, ma che prende in considerazione delle eccezioni possibili per i Paesi il cui debito sia inferiore al 60% del PIL e  tenendo conto di "fattori rilevanti" quali la struttura del debito pubblico e la quantità del debito privato. 

In Italia, il Fiscal Compact fu introdotto con legge costituzionale 1/2012, ed è entrato in vigore dal 1° gennaio 2013. Oltre alla revisione profonda dei termini del Trattato di stabilità, il "Position paper" dell'Italia presenterà dei punti nevralgici in merito alla direzione che l'Ue - dopo aver scongiurato il rischio Brexit - secondo Renzi e Padoan dovrà imboccare: completamento dell'unione bancaria, rilancio dell'unione economica, monetaria e fiscale, garanzia europea sui depositi bancari ed occupazione ed istituzione di un Tesoro europeo con fondi propri.

Cambio di rotta europeo e l'incontro Renzi- Juncker

L'obiettivo italiano sembra quello di ribadire che la crescita potrà verificarsi con un aumento della spesa, e quindi con una maggiore flessibilità da parte dell'Ue, e non con ulteriori restrizioni.

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Renzi e Padoan ribadiscono la necessità di legare deficit alla flessibilità, in modo da giocarsi le loro carte alla riunione dei leader del Pse che si terrà il 12 marzo a Parigi, cui parteciperà anche Hollande. Per l'Italia, date le intenzioni del governo di tagliare l'ires nel 2017, una maggiore flessibilità eviterebbe una prossima legge di stabilità "lacrime e sangue".

Tuttavia, il presidente della commissione europea, Jean-Claude Juncker, non sembra essere dello stesso avviso, convinto del fatto che l'Italia abbia già goduto di una larga fetta di flessibilità. Venerdì 26 febbraio verrà in visita a Roma per incontrare Matteo Renzi ed il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Si parlerà del documento italiano: di proposte, e non di richieste. #Unione Europea #Esteri