Le primarie in Iowa hanno dato il loro responso e, per tutti, si tratta di qualcosa di inatteso. Per i Repubblicani la sorpresa è multipla, perché comprende la sconfitta di Trump per mano di Cruz e la prova straordinaria di Marco Rubio, terzo e con distacchi non incolmabili. Per i Democratici, invece, la sorpresa è il testa a testa fra Bernie Sanders e Hillary Clinton, con quest'ultima che la spunta di pochissimo.

All'inizio della campagna elettorale, mesi fa, il duello per la Casa Bianca era dato per certo come una sfida fra le due 'casate', con la Clinton da una parte e Jeb Bush dall'altra. Ma alla politica dispiace essere prevedibile, specie a quella americana, e si finisce oggi con l'avere Bush fuori dai giochi e Hillary Clinton su un piedistallo malfermo.

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Repubblicani: lo scivolone di Trump

Fra i Repubblicani ha vinto Ted Cruz con il 28% (51000 voti). Il senatore ultraconservatore del Texas ha puntato molto sull'Iowa, stato con una forte componente religiosa tradizionalista. La sua vittoria è il frutto di una campagna elettorale locale intensa, ben organizzata e in un territorio favorevole. Ha festeggiato il successo parlando di “vittoria dei valori giudeo-cristiani, dopo anni in cui Obama ha rovinato l'America”.

Donald Trump, secondo con il 24% (44800 voti), ha perso perché Cruz ha lavorato meglio, ma è pur vero che ha perso di poco, confermandosi comunque fra i candidati forti. A commento dei risultati, ha dichiarato di essere onorato di essere arrivato secondo, ma la verità è che per lui si tratta di una sconfitta inaspettata. Pochi giorni fa aveva twittato che “nessuno si ricorda di chi arriva secondo”.

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Gaffe.

La sorpresa più grande è arrivata da Marco Rubio, senatore della Florida, terzo con il 23% (42500 voti). Rubio è a questo punto il candidato che meglio rappresenta la destra moderata. In Iowa avrebbe dovuto limitare i danni, e invece si è ritrovato con un patrimonio di voti di tutto rispetto, a ridosso di Trump e non troppo distante da Cruz. Probabile che il voto in Iowa sancisca la fine della corsa di Jeb Bush, anch’egli candidato moderato, fermo al 2-3% e a rischio di essere abbandonato da alcuni importanti finanziatori, che potrebbero decidere di dirottare le loro risorse proprio su Rubio.

Democratici: Sanders insidia Hillary Clinton

Il voto in Iowa in casa democratica ha invece regalato a Hillary Clinton una vittoria di misura, quasi un pareggio, per non dire una sconfitta. 

Da molti punti di vista, è il senatore socialista Bernie Sanders a trionfare, perché porta avanti una campagna elettorale "senza mezzi, senza grandi finanziatori”, come dice lui stesso, molto corretta, come tutti gli riconoscono, con idee innovative e coraggiose, come l'elettorato inizia a pensare.

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Per contro, sta faticando ad affermarsi come novità Hillary Clinton, il cui conosciutissimo nome e i precedenti incarichi stanno in un certo senso oscurando le sue idee e il suo stesso proporsi come possibile prima donna presidente. Il vero punto di forza di Sanders, in questo momento, è proprio l'avere colmato il distacco iniziale di quasi 40 punti che lo separava dalla Clinton.

Ora arriva il New Hampshire (la prossima settimana), oltre tutto, uno stato in cui Sanders è dato per favorito. Che Sanders possa sopravvivere fino alla fine resta improbabile, ma Hillary Clinton è già partita una volta da superfavorita, e ha fallito. Quella volta fu spazzata via da un allora semisconosciuto di nome Barack Obama. #Esteri