Progressi evidenti su tutti i fronti nei negoziati di pace per la Siria a Monaco di Baviera. Come confermato dal segretario di Stato americano John Kerry è stato trovato un accordo sia sul fronte delle ostilità, che sugli aiuti umanitari. Il cessate il fuoco dovrà avvenire entro una settimana, mentre gli aiuti dovranno partire quasi subito. Oggi le Nazione Unite formeranno una task force che illustrerà il piano di interventi che sarà coordinato e monitorato dall'International Syria Support Group. Il documento è stato approvato da tutte e 17 le delegazioni convenute. Il ministro degli #Esteri italiano Paolo Gentiloni, presente al tavolo delle trattative, ha commentato positivamente l'esito dei negoziati: "La Siria può finalmente sperare in una pace duratura".

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Il futuro del presidente Assad

Rimangono delle resistenze fra paesi come l'Iran e la Russia che appoggiano il regime siriano e quelli che parteggiano per i vari gruppi ribelli. E' inoltre ancora tutto da definire il futuro del presidente siriano Bashar Assad. Nell'accordo raggiunto infatti è presente un punto non ancora ratificato che riguarda il futuro politico del paese: si auspica al più presto la formazione entro 6 mesi di un governo di transizione che possa portare in meno di 2 anni a nuove elezioni, in modo che i siriani possano decidere il futuro del proprio paese. Quel che è certo è che la situazione ad Aleppo resta drammatica. L'osservatorio siriano dei diritti umani riferisce che dal 1° febbraio, giorno che ha visto l'inizio dell'offensiva governativa appoggiata da Mosca, sono morte 500 persone di cui 100 civili.

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Il ministro russo Sergey Lavrov ha puntato il dito contro chi accusa la Russia di avere organizzato molteplici attacchi unilaterali in Siria, producendo vittime anche fra i civili: "Sono accuse prive di fondamento, ingigantite da una sciocca e inutile propaganda anti-russa che vorrebbe destabilizzarci. Bisognerebbe lasciare perdere queste illazioni e concentrarsi tutti insieme per sconfiggere il nemico comune e trovare soluzioni partecipate per risolvere la crisi". 

#Medio Oriente #Isis