Erano migliaia le persone che sabato scorso ad Hannover in Germania sono scese in piazza per festeggiare il 'Newroz', il capodanno persiano che coincide con la venuta della primavera e che viene festeggiato in Iran, Kurdistan, Asia centrale e meridionale, Caucaso, Cina e in alcune zone della Crimea. L'organizzatore della manifestazione, Ayan Kaplan, ha colto l'occasione per mandare chiari messaggi politici: "Approfittiamo dei festeggiamenti dell'anno nuovo, per attirare l'attenzione dei media sull'oppressione che il nostro popolo sta subendo nella parte sud occidentale della Turchia". La marcia è proseguita tranquilla e pacifica per tutta la durata del corteo.

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La polizia si è soltanto limitata a sequestrare alcuni striscioni inneggianti ad Abdullah Ocalan e al PKK, l'organizzazione curda bandita sia in Turchia che in Germania. Alla fine del corteo, hanno preso la parola diversi militanti politici turchi e il parlamentare tedesco della sinistra radicale Dieter Dehm. 

Il conflitto turco curdo

E' da decenni che il conflitto non trova pace: il Kurdistan è una nazione senza stato con insediamenti presenti in Iran, Iraq, Siria e Turchia. Alcuni suoi abitanti reclamano uno stato indipendente, altri una sorta di zona franca dotata di una forte autonomia dal governo centrale, ma è dalla fine della prima guerra mondiale che la questione si trascina. Con il Trattato di Sevres del 1922, i curdi ottennero anche una piccola porzione di territorio situata nell'odierna Turchia, ma è con l'arrivo di Mustafa Kemal Ataturk che la situazione si complica: il leader nazionalista turco infatti si riprese con la forza ciò che ai curdi era stato promesso.

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Ancora oggi il governo di Ankara considera quelle aree come parte esclusiva del suo territorio e per il momento non prende in considerazione nessun tipo di concessione.

Intanto a Steintornplatz è stata posata una lapide in onore di Halim Dener, attivista curdo 16enne ucciso dalla polizia tedesca proprio in quella piazza il 30 giugno del 1994, durante una manifestazione a favore dell'indipendenza del Kurdistan. 

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