Negli ultimi anni, a causa della profonda crisi dell'economia, sono fallite molte società appartenenti a diversi settori. Si è trattato di una situazione di fronte alla quale i legittimi proprietari hanno potuto fare ben poco. Non ci risulta che vi siano stati provvedimenti di legge per indennizzare i proprietari per le loro perdite. Chi era titolare di azioni o partecipazioni è rimasto a bocca asciutta, perdendo tutto, o quasi, il capitale investito. Non si può dire la stessa cosa per le banche, che pure hanno azionisti e, al pari di tutte le altre società fallite, svolgono attività che hanno a che fare col danaro: prestiti e finanziamenti.

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Attenzione della politica

Al contrario, il fallimento di una banca richiama l'attenzione della politica. Se esaminiamo per sommi capi gli ultimi provvedimenti legislativi degli scorsi anni, ci rendiamo conto che molti interventi sulle banche sono indirizzati a loro favore. Ciò a partire dal "massimo scoperto", discutibile e molto spesso pro utente, che viene istituzionalizzato con una legge del 2009, per il pagamento alle banche del "corrispettivo sull'intero fido accordato" a ragione del 2% l'anno, in aggiunta agli interessi molto alti applicati dagli istituti bancari. Quest'intervento è stato motivato come copertura di spese per la disponibilità delle somme per i clienti. Tutti d'accordo. Solamente, per mera distrazione, la politica ha dimenticato di specificare che detto corrispettivo doveva essere pagato solo sulla parte non utilizzata del fido, visto che su quella utilizzata venivano regolarmente pagati gli interessi, anche alti.

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Provvedimenti con la nuova legge

Ne abbiamo parlato più volte di questo argomento, perché lo riteniamo un punto molto importante. A tutto questo possiamo aggiungere le misure approvate dalla Camera con la legge "in itinere" prima accennata, che prevede dei provvedimenti che vanno sempre nella stessa direzione, ovvero l'eliminazione dell'anatocismo e la riduzione della tassa di registro per agevolare gli acquisti di immobili alle aste giudiziarie. Qualcuno ci spieghi anche la riforma delle banche di credito cooperativo (BCC), con la trasformazione delle stesse in raggruppamenti S.P.A.

Sarebbe utile ricordare il contributo di queste piccole Banche rurali riguardante, in particolare, lo sviluppo delle società agricole. Le Casse rurali erano un punto di riferimento a cui ci si rivolgeva per le vere necessità: per coprire le spese del matrimonio della figlia o per l'acquisto della prima casa. Somme modeste, ma accessibili e possibili, e senza la tagliola di dover comprare titoli spazzatura per avere la concessione del mutuo. Finisce così un'istituzione, che era nata per sottrarre la parte modesta della società agli abusi. #Governo