Il pasticcio delle primarie napoletane del Partito Democratico continua a riservare colpi di scena. Dopo la pubblicazione dei video denuncia del sito FanPage che testimoniavano episodi di brogli avvenuti al di fuori dei seggi, è arrivata la clamorosa bocciatura del ricorso presentato dallo sconfitto Antonio Bassolino. Uno stop che ha innescato l’escalation di polemiche interne al #Pd, già fortemente impegnato in una lotta fratricida che si concluderà solo dopo la resa dei conti che avverrà nel corso del prossimo Congresso nazionale. A Napoli si è persa così la buona occasione di voltare pagina e di archiviare quella brutta pagina che furono le primarie del 2011.

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Al di là di come andrà a finire la telenovela, infatti, il partito di Renzi parteciperà alle amministrative in una città chiave con le ossa praticamente rotte. A sorridere è solo il sindaco uscente Luigi De Magistris, che già la spuntò al ballottaggio grazie ai voti dell’elettorato dem.

Un errore dietro l’altro

Non sono passate inosservate le dichiarazioni dei dirigenti nazionali PD a sostegno della validità delle primarie, ancor prima che venisse emesso il giudizio sul ricorso di Bassolino. Guerini, Orfini e Serracchiani hanno più volte rispedito al mittente l’accusa di brogli, catalogando le immagini del video come “singoli casi isolati” che non hanno compromesso lo svolgimento delle primarie. Una tesi difficile da accogliere, soprattutto se si considera la differenza finale risibile tra lo sconfitto e Valeria Valente: 452 voti.

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Bassolino, da politico navigato, ha capito che sul suo atto formale pesava il veto dell’establishment. “Ai vertici del PD - ha attaccato l’ex sindaco - qualcuno ha già emesso il verdetto prima che gli organi competenti abbiano esaminato i fatti”. Sul caso non si è nascosto l’ex segretario Pier Luigi Bersani: “È irrituale che ci siano stati pronunciamenti di esponenti dell’esecutivo del partito prima della commissione di garanzia”. Palese invece l’imbarazzo della candidata del partito, Valeria Valente.

Elezioni compromesse

Oltre a Bassolino, ad essere stata danneggiata in maniera evidente da tutta questa triste vicenda è colei che ufficialmente correrà per la poltrona di sindaco: Valeria Valente. Il suo profilo basso nella vicenda è stato apprezzato, così come le parole al miele rivolte all’ex maestro. “Sono certa che Antonio lavorerà insieme a noi - ha scritto - per costruire un partito più unito e forte, condizione fondamentale per riconquistare la guida della città di Napoli”. Sarà quasi impossibile però ricucire lo strappo tra le parti.

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Bassolino ha accolto l’irricevibilità del suo ricorso (arrivato secondo i garanti fuori tempo massimo) come una dichiarazione di guerra del PD nazionale. Sostenuto dai suoi fedelissimi ha scelto la via dell’appello, riservandosi in un secondo momento di ratificare comunque la sua candidatura a sindaco di Napoli. La sensazione è che senza l’intervento risolutore di Renzi, la situazione sia destinata a degenerare. Con un avversario di peso in più come Bassolino, il PD sarebbe condannato a una nuova e per certi versi umiliante sconfitta.   #Matteo Renzi #Politica Napoli