Luiz Ignacio Lula Da Silva è stato eletto nel 2002, dopo due tentativi falliti di coronarsi con la banda presidenziale. In un primo turno prese 47% dei voti, per imporsi nel secondo turno con il 61%. Era sindacalista di una fabbrica metallurgica e aveva l'appoggio dei movimenti sindacali poichè era nato politicamente con la lotta dei lavoratori. Ma il discorso di sinistra con cui era arrivato alla presidenza cambiò. La realtà economica del Brasile (colpita dalle pratiche neoliberali dei due governi di Fernando Henrique Cardoso, 1995-2002, e con poco investimento, alte tasse di inflazione, disoccupazione e debiti alle spalle), gli fece attuare misure economiche con chiari vantaggi per la borghesia brasiliana e le multinazionali straniere.

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Cosi, si parla di un avvicinamento verso il centro, allontanandosi della sinistra radicale latinoamericana. Il presidente del Venezuela, Hugo Chávez, aveva espresso il suo appoggio alla candidatura di Lula Da Silva con un sincero “voto per Lula” mentre il primo mandatario di Bolivia, Evo Morales, lo chiamava “fratello maggiore”.

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