Il movimento 5 stelle ha protestato fermamente contro il decreto legislativo presentato dal #Governo, che recepisce la direttiva europea in tema di mutui e morosità nei confronti degli istituti bancari. Dure critiche anche da Fiano, PD, e Federconsumatori.

Il Movimento occupa la Commissione Finanze

Il Movimento 5 Stelle ha occupato la Commissione Finanze, come segno di protesta nei confronti del decreto che il governo ha presentato oggi, 2 marzo, al Senato. Il suddetto decreto contiene le direttive relative alla possibile espropriazione dell'immobile da parte della banca, nel caso in cui il proprietario e contraente del mutuo sia in ritardo di 7 rate, anche non consecutive, nel pagamento dello stesso.

Pubblicità
Pubblicità

La seduta al senato è stata sospesa. I lavori sono stati rallentati da proteste e schiamazzi che hanno reso impossibile la prosecuzione. Il PD ha bollato il comportamento dei pentastellati come "inaccettabile". Emanuele Fiano (PD) è stato espulso dall'aula, in seguito a vibranti polemiche. Il #M5S ha comunicato :"Oggi abbiamo costretto governo e maggioranza a rinviare la discussione sul dlgs 256, che permette alle banche l'esproprio diretto dei beni lasciati in pegno o in garanzia per un mutuo. La casa non si tocca - hanno proseguito - il governo è consapevole dell'abominio che ci ha propinato. Sarebbe l'ennesimo regalo di Renzi alle banche".

Proteste di Forza Italia e Federconsumatori

Forza Italia ha protestato, sostenendo che "l'esproprio forzato e diretto della casa sarebbe una misura eccessivamente pesante per i consumatori ed i proprietari di casa".

Pubblicità

Fa eco il presidente della Federconsumatori, Rosario Trefiletti, che ha bollato il provvedimento così: "Un esproprio della casa mascherato dalla semplificazione delle procedure, che in realtà è un regalo alle banche". Ha poi continuato, annunciando battaglia sul cosiddetto "esproprio veloce", dicendo che "dopo le penali, aboliremo anche quest'altra ignominia nei confronti dei consumatori che lavorano una vita per permettersi di comprare una casa, che si vedono tolta dalle banche per un ritardo di 7 rate, oltretutto non consecutive".

Urgono chiarimenti

Il governo si è detto pronto, nella persona del vice-ministro all'economia Enrico Zanetti, ad eventuali modifiche. Era stato lo stesso Ministero delle Finanze, aveva fatto sapere che "Il governo aveva l'obbligo di recepire la direttiva europea. Nel farlo, si è scelta una soluzione attenta alla tutela del consumatore-debitore, inserendo il diritto a vedersi riconosciuta la eventuale eccedenza( rispetto al debito non versato alla banca) dalla vendita dell'immobile".

Pubblicità

Questo non era un fatto scontato, anche perchè, fanno sapere da via XX settembre, è una scelta del governo e fa rientrare questa disposizione nella tipologia di contratto disciplinato dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione (cd patto marciano). Oltretutto, va segnalata la sospensione delle rate di finanziamenti, dei mutui e del credito al consumo, da maggio 2013 a gennaio 2016, per dare ossigeno a 30000 famiglie in difficoltà.

Ne risulta quindi la posticcia demagogia che il Movimento fa sul governo, dal momento che l'obiettivo delle loro critiche dovrebbe essere Bruxelles e non Palazzo Chigi. Le direttive, si sa, non sono disattendibili; ciascun governo è infatti obbligato a recepirle. Ovviamente si potrebbe discutere della gravità di questo provvedimento, concettualmente sbagliato, sulla cui natura è intervenuta l'#abi: "Non c'è il rischio di avere la casa pignorata, è una direttiva europea, non è stata richiesta dall'Abi", ha detto Patuelli, presidente Abi. Ha provato a rassicurare i risparmiatori "Non riguarda fatti passati, ma possibilità future, eventualità. Verrà lasciata libera contrattazione tra famiglie ed istituti bancari".

Non è che abbia rassicurato poi molto.