Dopo cinque letture parlamentari e la questione di fiducia stabilita dal Governo, il 2 marzo scorso è stata votata la fiducia al disegno di legge che istituisce il reato di omicidio stradale. I voti favorevoli sono stati 149, 15 i contrari e 3 gli astenuti. Il provvedimento è quindi diventato legge e in virtù di tale legge le pene, per chi causa la morte tramite un incidente stradale, si inaspriscono fino ad arrivare a 12 anni di reclusione nel caso che il conducente dell'autoveicolo commetta un omicidio stradale colposo in stato di grave ebrezza alcolica o sotto l'effetto di stupefacenti. La pena è aggravata se il responsabile dell'incidente mortale si dà alla fuga e non presta soccorso alla vittima del sinistro da egli provocato.

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La pena quindi aumenta da 1/3 fino a 2/3 e gli anni in più da scontare in carcere non possono comunque essere al di sotto dei 5.

Matteo Renzi soddisfatto del risultato ottenuto

Il Presidente della Repubblica italiana Matteo Renzi si ritiene soddisfatto del risultato ottenuto annunciandolo sul suo profilo Twitter e dedicando la 'vittoria' a tutte le vittime della strada e ai loro familiari. Anche Francesco Scalia commenta in modo favorevole la decisione del #Senato di approvare le norme che regolano il reato di omicidio stradale. Piena soddisfazione anche da parte delle Associazioni Guarnieri, Asaps e Borgogni che per anni si sono battuti affinché venisse istituito questo reato. Adesso si passerà dalla sicurezza di non essere puniti, alla certezza di una sanzione penale severa e della revoca della patente.

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I presidenti delle associazioni spiegano che il numero di anni di carcere, da un minimo di 12 ad un massimo di 30, è di carattere dissuasivo per chi conduce un mezzo in modo sconsiderato e chi abusa di alcool e droghe quando si appresta a mettersi alla guida. Una legge forse non perfetta ma di sicuro combattuta e voluta dalla maggioranza degli italiani per mettere un freno a un fenomeno che ogni anno provoca migliaia di vittime innocenti. Per ulteriori aggiornamenti continuate a seguirci.