Dopo le polemiche e indignazioni scatenate dal video diffuso da un noto portale che testimoniava i presunti brogli di Napoli, una nuova bomba mediatica scoppia in faccia al Partito Democratico e sempre sul tema delle recenti primarie. Stavolta è Roma al centro del mirino, dopo che un odierno articolo de il Messaggero riporta le dichiarazioni del deputato del #Pd Roberto Morassut il quale sostiene che, stando ai dati registrati la sera dello spoglio, risultavano "43 mila votanti, dato che abbiamo diffuso". Inoltre, "non ci risultavano schede bianche o comunque in percentuali minimali" continua Morassut, sostenendo quindi che il dato finale che vorrebbe 3.000 schede bianche "è un po' anomalo".

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In effetti, secondo i dati ufficiali riportati a seguito dello spoglio, sarebbero 2.866 le schede vuote, 843 quelle nulle e una contestata su un totale di 43.607 votanti; numeri dai quali è facile comprendere le perplessità esposte da Morassut al Messaggero. E difatti arriva subito la replica del Comitato promotore delle primarie, il quale fa sapere di stare "verificando se effettivamente ci sono stati errori sul conteggio delle schede bianche".

La polemica, che già era esplosa con lo scandalo di Napoli, ha trovato nella questione dei numeri gonfiati nuova linfa vitale, con la notizia che ha iniziato a rimbalzare su varie testate e ha generato un acceso botta e risposta interno al partito. Le preoccupazioni sui numeri arrivano per ragioni comprensibili: nel 2013 erano stati in 100 mila a partecipare alle primarie e l'intenzione, secondo alcune indiscrezioni, era quella di ridurre l'evidente perdita di interesse dovuta probabilmente a quanto accaduto sotto l'amministrazione Marino, fra mafia capitale e scandali degli scontrini.

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Nel frattempo, il presidente del partito Matteo Orfini ha fatto sapere di aver convocato per il prossimo 21 marzo la direzione del Pd in accordo con il segretario nazionale Matteo Renzi per discutere meglio le polemiche interne. Roberto Speranza, leader della minoranza del partito tuttavia, parlando ieri sull'affluenza alle primarie nella capitale ha detto che questi "numeri testimoniano " e rappresentano degli "elettori che non sanno dove va il Pd".