Il #Senato ha approvato con 146 sì, 74 no e 16 astenuti il disegno di legge di riforma del Terzo Settore. Si sono resi necessari i voti di Ala, capeggiata da Denis Verdini, fatto che ha suscitato l'ira dei pentastellati. Il testo passerà ora alla Camera.

La trasformazione del Terzo Settore

Il ddl trasforma per la prima volta il Terzo Settore in un soggetto giuridico, oltre all'introduzione di molte innovazioni circa le imprese sociali. Il testo dovrà tornare alla Camera, viste le numerose modifiche cui è stato sottoposto il ddl. La novità più importante è sicuramente quella concernente la nascita della Fondazione Italia sociale.

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La stessa fondazione è stata fortemente contestata all'interno del settore, subito rinominata "Iri del terzo settore".

La Fondazione Italia sociale fungerà da trait d'union tra chi forma e popola il terzo settore, e quei soggetti che abbiano la volontà di finanziarlo. Per i finanziamenti sono previste compartecipazione di pubblico e privati: la legge afferma che la Fondazione "dovrà operare e sviluppare interventi innovativi al fine di produrre beni e servizi non a scopo di lucro, ma con un elevato impatto sociale ed occupazionale". L'istituzione della Fondazione, non presente nel testo originario del ddl, è stata introdotta tramite un emendamento governativo ad hoc, presentato in commissione Affari costituzionali: è prevista la sede della Fondazione a Milano ed un capitale iniziale di 1 milione di euro.

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SOS Verdini

L'emendamento sopracitato è passato grazie ai voti dei verdiniani di Ala. Al netto di 116 voti necessari per far passare l'emendamento, i voti senza Ala sarebbero stati 113, quindi insufficienti, ed il #Governo sarebbe andato sotto. Non hanno perso occasione di inveire i 5 stelle. "Per l'ennesima volta i voti del condannato e plurindagato Verdini risultano determinanti per approvare gli obbrobri del governo" ha detto la Catalfo, capogruppo #M5S; critiche anche dalla minoranza PD, da sempre contraria all'appoggio di Verdini al governo.

L'obiettivo del welfare di comunità

La legge ha avuto un'ampia maggioranza in Senato ed il senatore Lepri, relatore del ddl, spiega: "Una legge importante. Fino ad oggi si parlava di terzo settore dal punto di vista sociologico ed economico. Oggi è un soggetto giuridico". Ha poi continuato, spiegando le linee principali del ddl di riforma, "abbiamo riaffermato il bisogno di valorizzare lo status delle organizzazioni che offrono volontariato, mediante una chiara attribuzione di finalità per i centri di servizio per il volontariato stesso".

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A margine dell'approvazione del testo è intervenuto anche Andrea Olivero, portavoce del Forum del Terzo Settore: "la legge mira a confermare il terzo Settore come uno dei principali soggetti protagonisti dello sviluppo". Tramite la razionalizzazione e stabilizzazione del 5 per mille, il Servizio Civile (da poco usciti i bandi) Nazionale ed Universale, l'inclusione di settori quali l'housing sociale e il commercio equo e solidale, e l'identificazione di strumenti che favoriscano i processi aggregativi degli enti, la riforma punta a raggiungere pienamente quel welfare di comunità. Questo è l'obiettivo con cui nasce il Terzo Settore stesso, in attuazione degli articoli 2, 4 e 118 della nostra Costituzione, che prevedono il principio di solidarietà (art.2) che "il cittadino deve concorrere al progresso materiale e spirituale della società" (art.4) e il principio di sussidiarietà verticale ed orizzontale (art. 118).