Le posizioni in politica estera di Donald Trump stanno facendo aumentare le probabilità di vittoria di Hillary Clinton alle presidenziali di novembre (sempre che sarà lei la candidata democratica, ma tutto lascia supporre che lo sarà). Il popolare (e populista) uomo d’affari, dato per probabile vincitore delle primarie repubblicane, ha dichiarato che la guerra in Iraq è un “lie-fueled fiasco” (un fiasco alimentato dalle bugie), ha ammesso di ammirare Vladimir Putin e ha detto di voler essere un arbitro neutrale tra Israele e Palestina. Tutte posizioni che fanno storcere il naso ai falchi del partito repubblicano.

I Neoconservatori e la politica estera

In particolare i neocons non accettano questo tipo di atteggiamento in politica estera; si tratta di politici che hanno supportato la guerra in Iraq, detestano Putin e ritengono non negoziabile l’appoggio ad Israele.

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Molti di loro sono talmente contrariati da arrivare ad ammettere di poter votare Clinton a novembre, come sostiene Eliot Cohen un ex alto funzionario del Dipartimento di Stato sotto l’amministrazione Bush. L’ex first lady è considerata il male minore. Alcuni sostengono che vorrebbero avere una terza possibilità, ma che se proprio non sarà possibile allora la scelta ricadrà su Hillary Clinton. In particolare, Eliot Cohen ha aiutato a scrivere una lettera aperta firmata da 95 esperti di politica estera del partito repubblicano (molti dei quali non si dichiarano neocons) in cui vengono elencati una serie di motivi per cui Donald Trump sarebbe inadeguato come Presidente degli Stati Uniti d’America. Le conclusioni della lettera sono piuttosto chiare: “(…) Pertanto, come repubblicani impegnati e leali, non siamo in grado di sostenere un ticket del partito con Trump.

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Ci impegniamo a lavorare energicamente per impedire l'elezione di una persona così totalmente inadatta alla carica.”

Robert Kagan ha scritto un editoriale sul Washington Post dal titolo significativo: “Trump è il Mostro di Frankenstein del Partito Repubblicano. Ora è forte abbastanza per distruggere il partito”. Kagan è stato un membro dello staff del Dipartimento di Stato negli anni '80 ed è un sostenitore della guerra in Iraq; nell’articolo sottolinea come “l’unica scelta sarà votare per Hillary Clinton, il partito non si può salvare, ma la nazione si”. Insomma se Trump dovesse essere il candidato repubblicano alla presidenza, per Clinton sarà facile vincere visto che molti del partito repubblicano voteranno per lei o non voteranno affatto. #Esteri